Uso (e abuso) della parola “attivista”

L’arresto di Ljubov Sobol, attivista dell’opposizione, a Mosca: 1500 persone piazza a Mosca per una nuova protesta contro la decisione della commissione elettorale di escludere dalle prossime elezioni comunali i candidati indipendenti. 

Un pensierino su una parola che sentiamo spesso: attivista.

Lo posso dire? Negli ultimi anni si è un tantino inflazionata.
Oggi sembra che chiunque partecipi a qualche corteo o salga accidentalmente su un palchetto possa fregiarsi di questa bellissima parola: “sono attivista”, “faccio attivismo”.

Credo che la dignità del termine e dell’attività a cui si riferisce vada un pochino difesa.
Non mi si fraintenda e non temete – non è un distopico “albo degli attivisti” quello che desidero – ma certo sarei felice se l’aderenza fra ciò che si è nella realtà e ciò che si dichiara di essere tornasse ad essere una pratica condivisa e fondante di senso, anche politico, nei vari movimenti.

Le persone transgender scrivono a Beppe Sala

Lettera aperta al Sindaco Beppe Sala
Le persone transgender a Milano: quale prospettiva di dialogo con le istituzioni della città?

Alla cortese attenzione degli Assessori Filippo del Corno, Laura Galimberti, Lorenzo Lipparini, Gabriele Rabaiotti, Cristina Tajani, Roberta Cocco

Gentilissimo Sindaco,
gentilissimi Assessori,

vogliamo anzitutto ringraziarvi per il vostro sostegno al Milano Pride – manifestazione alla quale il nostro circolo ha contribuito assieme a tante altre sigle e soggettività – che sempre più diventa evento della città tutta e non di un solo gruppo o di una categoria di persone. Abbiamo accolto con gioia quegli Assessori che hanno deciso di marciare al nostro fianco dietro lo striscione che quest’anno ha aperto la manifestazione con uno slogan significativo: “La prima volta fu rivolta!”. Nel ricordare il cinquantennale della nostra storia politica, quest’anno abbiamo voluto riconoscere l’importanza che la “T” ha avuto e ha tutt’oggi nell’acronimo “LGBTIQIA+”, ricordando che le persone transgender ebbero e hanno un ruolo fondamentale nella costruzione del nostro movimento.
Dal 2013, presso la nostra associazione, il Circolo culturale Alessandro Rizzo Lari, abbiamo avviato uno spazio denominato “Progetto Identità di Genere”, che offre supporto, orientamento e accoglienza a centinaia di persone transgender e gender non conforming a titolo del tutto gratuito e basandosi esclusivamente sul lavoro di volontari e sulle modestissime quote di tesseramento del Circolo per il pagamento degli spazi. Lavoriamo e operiamo presso la sede dello storico gruppo di cristiani omosessuali “Il Guado” in via Soperga 36.
Come realtà di persone che ogni anno segue e supporta concretamente la popolazione transgender, intendiamo avviare un dialogo con le istituzioni e con il Comune di Milano, sicuri di trovare ascolto. Riteniamo infatti che i tempi siano maturi perché Milano dialoghi istituzionalmente con quelle persone transgender che sono, prima di tutto, cittadine e cittadini.
Crediamo fermamente che l’integrazione della persone transgender passi primariamente dal lavoro. Le persone transgender restano infatti le più colpite dalle discriminazioni, perché più visibili e identificabili: le barriere all’ingresso del mercato del lavoro – a dispetto della sempre maggiore mediatizzazione della realtà transgender – esistono e resistono. In parole semplici, le persone trans vengono ancora scartate ai colloqui di selezione a causa dei pregiudizi e subiscono mobbing sul posto di lavoro.
Ancor più complessa e non semplice è la gestione di rapporti di lavoro autonomo e lo svolgimento di libere professioni, dove è il rapporto con i clienti a presentare criticità, anche se le cause alla radice dei problemi sono note: pregiudizio e stereotipi ancora radicati, diffusissimi e duri a morire. Riteniamo che una città come Milano debba promuovere politiche attive per la ricerca del lavoro – in un’ottica di Diversity & Inclusion ma anche sindacale – perché il lavoro è il primo motore dell’integrazione sociale delle persone transgender (e non solo) e il primo diritto fondamentale negato ad una buona fetta della comunità trans.
Riteniamo inoltre essenziale operare in scuole e università, favorendo in ogni modo i percorsi scolastici delle persone transgender che – troppo spesso, ancora oggi – abbandonano gli studi a causa del bullismo e dell’impreparazione del personale della scuola. Riteniamo essenziale promuovere cultura, perché per troppo tempo la condizione transgender è stata chiusa nella bolla della medicalizzazione e della patologicizzazione, oltre che di un controproducente pietismo.
Oggi, finalmente, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto che la condizione transgender e gender non conforming non è una malattia mentale e occorre che i governi di tutto il mondo diano seguito a questa importante decisione storica. Insomma, più libri e meno medici, nelle vite delle persone transgender.
Non ci piace l’idea – sostenuta da alcuni – di creare a Milano un consultorio o servizio “dedicato” alle persone transgender finanziato con soldi pubblici, idea di spazio, a nostro avviso, troppo ghettizzante: si farebbe un favore ai benpensanti che preferiscono le persone transgender relegate dietro a rassicuranti quanto anacronistici steccati.Spazio che peraltro, potenzialmente, potrebbe favorire conflitti di interesse dannosi. Ad esempio, non riteniamo virtuosa la possibile dinamica per la quale potrebbero ricevere più finanziamenti i consultori che tengono per più tempo le persone all’interno dei loro servizi perché, di fatto, andrebbe a penalizzare l’utente finale che negli intenti si vorrebbe tutelare: la persona transgender che oggi, a ragione, chiede percorsi snelli, veloci e al passo con i tempi. Riteniamo invece urgente e imprescindibile la formazione del personale sanitario in ASL e ospedali, nei luoghi dove la cittadinanza tutta viene assistita e curata, e – pur comprendendo che la competenza in ambito sanitario è regionale – siamo sicuri che una città come Milano potrà fare la differenza nell’avviare delle buone prassi.
Riteniamo che si debba guardare al futuro e ragionare di conseguenza: ormai in molti paesi del mondo, le persone transgender ottengono il cambio di nome e di genere senza passare da medici e tribunali. Auspichiamo e ci aspettiamo che molto presto anche l’Italia riveda l’ormai datata legge n° 164/82 recependo i nuovi orientamenti che sempre più – in Europa ma non soltanto – stanno rendendo l’agibilità al genere di elezione un diritto e non più una concessione, e che si adeguino, come già sta accadendo grazie alle sentenze degli ultimi anni della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, le prassi giurisprudenziali. Milano può e dovrà essere il faro italiano di questa evoluzione. In un futuro non lontano, a chi deciderà di accedere a percorsi che prevedono la medicalizzazione del corpo (non tutte le persone transgender scelgono la medicalizzazione, va ricordato), occorreranno semplicemente buoni e competenti medici endocrinologi e una buona équipe di medici chirurghi. Tutti le altre professionalità – psicologi, psichiatri, counselor e avvocati – saranno presto obsolete e anacronistiche in relazione alle persone transgender che – sempre di più – otterranno il giusto diritto all’autodeterminazione. Questo processo porterà non solo a non notevole snellimento degli iter di transizione, ma anche a un risparmio notevole per la persona transgender e per la collettività in termini di spese da sostenere.
Riteniamo che si debba lavorare a buone e trasparenti convenzioni che premino i professionisti che praticano tariffe calmierate, che lavorano in modo etico e i cui curricula siano attentamente esaminati, perché a Milano esiste il problema di un business che sui percorsi di transizione – nel privato – si è venuto a creare. Non vogliamo fare ingiuste generalizzazioni, esistono molti professionisti validi ed etici, ma non possiamo chiudere gli occhi davanti a un problema che certamente a Milano esiste.
Vale la pena di ricordare che l’Assessorato alle Politiche Sociali non è il solo destinatario della nostra lettera aperta, ma che abbiamo coinvolto anche l’Assessorato alle Politiche del Lavoro, quello alla Cultura e quello all’Istruzione. Questo perché, per rendere effettivo il godimento dei diritti civili, occorre un lavoro il più possibile trasversale. Il passo successivo sarà per noi la disintermediazione della gestione politica delle questioni che riguardano le persone transgender, modificando il mix a vantaggio del lavoro e della cultura, invece che della “cura di una patologia” che non è mai stata tale e che finalmente l’OMS ha inquadrato nella giusta luce. Vorremmo passare dal ruolo di “operatori” a quello di “interlocutori”, vorremmo eliminare filtri e satelliti e sappiamo che questo porterà importanti risultati.
Crediamo che la nostra città potrà e vorrà confermare la sua meritata fama di capitale dei diritti civili e restiamo a disposizione del Sindaco e della Giunta per tutti i chiarimenti che dovessero rendersi necessari.

Monica Romano – Donna transgender, attivista, scrittrice, candidata nel 2016 per il Consiglio Comunale a sostegno di Beppe Sala Sindaco

Circolo culturale Rizzo Lari (ex Harvey Milk)

Nathan Bonnì, Laura Caruso e Daniele Brattoli per il Progetto Identità di Genere

Partiamo! Incontro sulle prossime elezioni regionali in Lombardia

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Sono molto contenta di essere stata invitata, da Anita Pirovano e Chiara Cremonesi, ad intervenire a questo importante appuntamento – svoltosi sabato 28 ottobre  al Teatro Parenti di Milano, per la costruzione di un laboratorio politico di centro sinistra in vista delle elezioni regionali. Un’attesa e necessaria officina di idee e visioni per la sfida di una regione che possa finalmente affrancarsi da decenni di malgoverno delle destre.

Presenti all’evento Giuliano Pisapia e Giorgio Gori.

 

“Le elezioni regionali lombarde che si svolgeranno tra pochi mesi sono di fondamentale importanza.
Riguardano la vita di 10 milioni di persone in una regione complessa dove convivono punte avanzate di modernità con realtà quotidianamente alle prese con la crisi economica e processi estremi di svalorizzazione del lavoro.
Al tempo stesso, sono anche l’occasione per costruire un inedito laboratorio del centro sinistra, capace di essere motore di cambiamento rispetto alle politiche miopi e sbagliate sedimentate in un ventennio di governo delle destre. Azioni rigorose e avanzate per il risanamento e la tutela dell’ambiente, politiche sociali e sanitarie improntate alla equità, promozione dei diritti e della laicità delle istituzioni, risposte concrete alle fragilità e inefficienze del trasporto pubblico, sono solo alcuni dei temi che vediamo al centro di un programma condiviso.

Per conquistare Regione Lombardia alle forze del cambiamento è necessario che nella coalizione sia presente e protagonista una forte, plurale ed ampia componente di sinistra, ambientalista e progressista, che faccia riferimento anche alle importanti esperienze civiche cresciute in questi anni.

Vogliamo una coalizione di centrosinistra capace di farsi carico di una svolta radicale e crediamo, da sinistra, di poter contribuire ad un progetto per la Lombardia che sappia, fin da ora, coinvolgere tante e tanti e costruire un futuro migliore di cui percepiamo ogni giorno la necessità.

Per queste ragioni, ci mettiamo fin da ora in cammino, aperti e interessati a tutti coloro che ne vorranno far parte rendendoci disponibili al necessario lavoro di sintesi che sarà richiesto.

Chi ha proposte le avanzi. La Lombardia non può aspettare.

Vediamoci sabato 28 ottobre alle 1030 al Teatro Parenti in via Pier Lombardo 14 a Milano

Paolo Bodini (Cr), Paolo Branca (Mi), Roberto Cornelli (Mi), Chiara Cremonesi (Mi), Massimo Depaoli (Pv), Marco Fenaroli (Bs), Guido Galardi (Mi), Attilio Galmozzi (Cr), Bruno Magatti (Co), Mirko Mazzali (Mi), Anita Pirovano (Mi), Curzio Rusnati (Mi)Giuliano Soldà (Mb),Alfredo Somoza (Mb), Natascia Tosoni (Mi), Simone Zambelli (Mi)”

Ad un anno dalla legge sulle unioni civili, tanta è ancora la strada ancora da fare

A un anno dall’approvazione della legge che – con grande ritardo rispetto al resto d’Europa – ha regolamentato le unioni civili fra persone dello stesso sesso, il bilancio sul fronte del riconoscimento dei diritti LGBT in Italia risulta essere ancora molto carente.

Il 17 maggio ricorrerà la Giornata Internazionale contro omofobia, transfobia e bifobia, e peserà dover ancora una volta denunciare – come avviene da ormai da molti, troppi anni ! – la mancanza di una legge contro l’omotransfobia, in questo nostro paese dove le violenze rivolte a persone gay, lesbiche e transgender sono ancora una realtà attualissima e drammatica.

Amiamo pensare e dire ad alta voce – senza mai stancarci – che la tutela delle minoranze rappresenta la cartina di tornasole della civiltà di una democrazia: l’Italia potrà dirsi un paese civile quando il nostro ordinamento prevederà specifiche tutele per chi oggi è più esposto a discriminazione, odio e violenza.

Monica Romano per “Sinistra x Milano”

Il flop del centralino “antigender” voluto dalla Regione Lombardia

Certo non stupisce il flop del ridicolo Centralino Antigender, servizio voluto dai leghisti del Pirellone, che permetterebbe alle famiglie lombarde di segnalare l’insegnamento della “teoria gender” nelle scuole. E’ infatti noto che la “teoria gender” non esiste, così come non esiste alcun “complotto globale” volto ad offrire agli studenti “insegnamenti occulti”.

Esistono invece i gender studies, o studi di genere, che rappresentano un approccio multidisciplinare, in ambito sociale e culturale, della sessualità e dell’identità di genere, e che rientrano a pieno titolo negli insegnamenti di molti corsi di laurea in Italia e nel mondo.Esistono poi i progetti di educazione nelle scuole, che si pongono come obiettivo primario la prevenzione del bullismo e l’insegnamento del rispetto dell’altro e di ogni differenza.

Nulla di occulto e inquietante quindi, come gli esponenti di alcuni gruppi e forze politiche vorrebbero farci credere.

Questo centralino, quindi, ha portato solo dei soldi pubblici buttati via – sarebbero stati stanziati ben 30 mila euro per questo servizio – come i dati relativi ai primi tre mesi e mezzo di attività del centralino confermano.

Monica Romano per “Sinistra x Milano”

In memoria di Alessandro Rizzo

SinistraxMilano si unisce alle tante persone che in queste ore vivono con dolore la scomparsa di Alessandro Rizzo, attivista per i diritti LGBTI e vicepresidente del Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano, critico d’arte, operatore culturale e curatore di mostre, giornalista e redattore, consigliere della Lista Uniti con Dario Fo in Zona 4 fino al 2011, candidato alle elezioni comunali per il Consiglio del Municipio 4 nelle nostre liste.
Vogliamo ricordare Alessandro riproponendo le sue parole in chiusura della sua ultima campagna elettorale, pubblicate il 7 giugno, subito dopo le elezioni.
Parole per noi preziose, non solo perché rappresentative dell’impegno di Alesssandro per Milano, della sua serietà, della sua grande passione civica e di quell’amore per le istituzioni ampiamente dimostrati nei cinque anni di consiliatura e nelle numerosissime attività da lui promosse sul territorio milanese, ma anche perché la visione di Alessandro ben rappresenta il nostro laboratorio politico e il senso del lavoro che stiamo portando avanti.
Le idee non muoiono e noi tutti cercheremo di tenerle vive anche in nome di Alessandro e di quanto ha saputo dare alla nostra città.
“Volevo ringraziare tutte e tutti coloro che hanno espresso la fiducia e il voto per il sottoscritto per il rinnovo del Consiglio del Municipio 4 di Milano. Volevo ringraziare tutte e tutti coloro, care e cari amici, che mi hanno sostenuto in questa campagna elettorale. Volevo anche ringraziare tutte e tutti coloro di Sinistra x Milano che hanno lavorato con passione e con dedizione in questa campagna elettorale. Purtroppo per soli 125 voti il Municipio 4 vedrà una maggioranza di destra, non la chiamerei di centrodestra: questo dato dovrebbe indurci ad attente riflessioni politiche. In particolare questo dato, che interrompe un’importante e apprezzabile esperienza di governo del territorio, porta a non vedere più la continuazione di un lavoro egregio e notevole avviato in particolare modo dalla Commissione Cultura del Consiglio di Municipio 4 che, sotto la presidenza della carissima amica Rossella Traversa, ha visto una diffusione della cultura sul territorio, un accesso a un’offerta culturale completa e diversificata, una riappropriazione degli spazi pubblici e, infine, un investimento su libere e meritevoli creatività. Non voglio imputare responsabilità particolari e singole, ma è necessario affrontare, ora, con fermezza e determinazione temi che, forse, potevano essere considerati come già dati per assodati ma che, evidentemente, non lo sono. Innanzitutto da oggi occorrerà, insieme, creare una rete tra soggetti che vogliono che quel progetto di città, in cui abbiamo creduto costruendolo, possa essere non solo confermato ma possa continuare a essere realizzato. Mi riferisco ai temi che riguardano l’ambiente, uno sviluppo ecosostenibile della città, i referendum comunali del 2011 devono ancora trovare una loro attuazione. Mi riferisco ai diritti LGBT e alla laicità nelle istituzioni, temi in gran parte affermati, ma che ancora devono essere completati. Mi riferisco a uno stato sociale e a una rete di servizi sociali, in buona parte egregiamente realizzata, per i ceti più deboli. Mi riferisco alle case popolari e a quartieri periferici più vivibili, in questo caso molto c’è ancora da fare, seppure esperienze interessanti di coesione e di interventi strutturali e sociali nei quartieri ALER siano state avviate.”

Monica Romano e tutta SinistraxMilano

 

A sinistra x Milano

Si avvicina l’assemblea fondativa di SinistraxMilano.

Sabato 12 e domenica 13 ci incontreremo per mettere a punto visioni e idee per la nostra città. Interverranno Giuliano Pisapia e il sindaco Beppe Sala.
Nel corso della due giorni, sarà possibile prendere parte a tavoli tematici su carceri, rigenerazione urbana, precarietà del lavoro (partendo dal caso Foodora), conciliazione fra genitorialità e lavoro, nuove famiglie.

Sabato, dalle 15:30, avrò il piacere e l’onore di moderare il tavolo dedicato alle famiglie omogenitoriali, che avrà due importanti relatori:
Ferdinando Poscio, avvocato e consigliere dell’associazione Famiglie Arcobaleno, e Maria Silvia Fiengo, una delle fondatrici di Famiglie Arcobaleno e de Lo Stampatello Casa Editrice.
Il tavolo sarà seminariale e aperto ai cittadini interessati ad approfondire il tema. Avremo l’occasione di fare il punto sulle istanze della comunità #LGBT milanese e sulle risposte fornite dall’amministrazione cittadina negli ultimi cinque anni, ma anche di guardare al futuro, chiedendoci quali politiche ci aspettiamo per gli anni a venire, e come un’amministrazione comunale potrà ancora venire incontro alle nostre esigenze e richieste.
Le persone interessate ai temi affrontati nei tavoli tematici possono iscriversi andando a questa pagina: http://sinistraxmilano.org/evento/
Vi aspettiamo.

 

 

https://www.facebook.com/events/328195647537010/

A piacenza morto un operaio durante un picchetto

A Piacenza un uomo di 53 anni, operaio, egiziano, è morto mentre manifestava davanti alla SEAM, azienda di logistica, travolto dall’autista di un tir.
Secondo il sindacato USB “il conducente del camion è stato incitato a forzare il picchetto da un addetto vicino all’azienda. Gli urlavano parti, vai!, e quello è partito investendo il nostro aderente”.
Quanto accaduto è di una gravità inaudita.
Fatti come questo dovrebbero risvegliare l’opinione pubblica e riportare l’attenzione sul tema del lavoro.
Invece ho la terribile sensazione che a vincere saranno ancora una volta le solite armi di distrazione di massa.

I dati Istat sull’occupazione riportano un aumento degli occupati

I dati Istat sull’occupazione riportano un aumento degli occupati, e Renzi esulta in difesa del suo #JobsAct.

Si dimentica però di dire che l’attuale equilibrio fra domanda e offerta di lavoro è drogato dall’esonero contributivo triennale per gli assunti nel 2015, già ridotto al 40% dei contributi dovuti per gli assunti nel 2016. Va da sè poi che le tanto decantate “assunzioni a tempo indeterminato” ormai lo sono soltanto nel nome, essendo venute meno le tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori.

Seriamente mi chiedo cosa accadrà quando i nodi verranno al pettine, rivelando la reale efficacia delle poliche del lavoro di questo governo di illusionisti.

Un invito prima del silenzio elettorale

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A partire da mezzanotte inizia il silenzio elettorale
Credo di avervi detto tutto ciò che era importante per portarvi a decidere di assegnarmi la vostra preferenza per il Consiglio Comunale di Milano.
Posso quindi chiudere la mia campagna con un umile invito: se potete e ne avete il tempo, cercate di andare oltre la “candidatura della trans”, oltre quel clamore mediatico che resta in superficie.
Valutate i dieci punti del mio programma, soprattutto su tutela del lavoro, donne, prevenzione della misoginia, laicità delle istituzioni, Milano camminabile.
Prendete in considerazione il mio percorso accademico e le competenze in ambito giuslavoristico che ho maturato in 10 anni di lavoro in uno studio professionale.
Valutate il lavoro fatto per più di 15 anni nella comunità LGBT milanese a titolo di volontariato presso il telefono amico, i gruppi di auto aiuto, gli eventi culturali, i documentari che ho contribuito a realizzare, i libri che ho scritto.
Vi ringrazio, se avete letto fin qui, per il vostro tempo e la vostra attenzione.
Buone elezioni, buon voto a voi tutt*!