La 7, perché non invitate attivisti transgender?

LETTERA ALLA REDAZIONE DI La7 
Oggetto: Perché non invitate attivisti transgender?

Inviata a: programmi@la7.it

Gentilissimi,

ormai da giorni sulla vostra rete si susseguono programmi dedicati al disegno di legge Zan attualmente in discussione in Senato.
Fra i temi maggiormente dibattuti c’è anche quello dell'”identità di genere” che riguarda direttamente migliaia di persone transgender, gender non-conforming e non-binary italiane.
Troviamo vergognoso che nessun attivista transgender sia ancora stat* invitat* per poter dibattere di temi che ci riguardano in prima persona.
Ci auguriamo che al più presto diate la possibilità ad un’attivista – possibilmente un’attivista il cui impegno sia reale e riconosciuto dalla nostra comunità – di intervenire.
In attesa di un vostro riscontro, porgo distinti saluti e faccio presente che questa mia verrà resa pubblica.

Monica J. Romano
Presidente ACET – Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere

Una questione di civilità

Ecco la registrazione per chi si fosse perso l’evento dedicato al DDL Zan “Una questione di civilità” con Monica Cirinnà, Angelo Schillaci e la sottoscritta. Il dibattito è stato organizzato da Michela Cardinale, PD ROMA 2 e Giovani Democratici Roma 2. Fra le questioni dibattute anche il tema caldo delle critiche all’ identità di genere nel testo del disegno di legge.

Ascolterete un confronto fra diversi punti di vista, ma ciò che in questo momento va detto è che il Partito Democratico – a differenza di altri partiti – ha una posizione chiara e una linea sul DDL Zan, espressa anche da Enrico Letta: il testo deve arrrivare alla discussione in aula così com’è perché sui diritti non si gioca al ribasso.

Qui il video: https://www.facebook.com/pdroma2/videos/487037932487420

Persone transgender e mondo del lavoro – Corso di formazione e orientamento al lavoro

Il corso che mi ha visto docente è stato organizzato dall’associazione Sat Pink e ricade all’interno del progetto “DeskLab – è resilienza di comunità”, finanziato dalla Regione Veneto (D.LGS 117/2017), patrocinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con capofila l’Associazione Mimosa Odv. Qui di seguito riporto il programma del corso nella speranza che si possa organizzare anche presso altre realtà associative.
Sei una persona transgender/ gender non conforming / non binary alla ricerca di lavoro?

Oppure ne hai già uno, ma vorresti cambiare occupazione? Ti piacerebbe districarti meglio nel mondo del lavoro, conoscere i tuoi diritti, capire come scrivere un CV efficace, come gestire un colloquio? Abbiamo il laboratorio che fa per te!

PROGRAMMA

Transgenerità, lavoro e diritti

-La ricerca di lavoro di una persona transgender, non-binary e gender non-conforming
-La gestione del nome anagrafico in sede di colloquio
-Le barriere all’ingresso del mercato del lavoro
-I percorsi di affermazione di genere sul posto di lavoro
-Il coming out sul posto di lavoro
-Il mobbing orizzontale e verticale
-Le tutele contro le discriminazioni previste dal nostro ordinamento
-Diversity & Inclusion: le aziende che attuano le policy migliori per le persone transgender e non-binary a lavoro
-Le tutele del lavoro dopo il Jobs Act
Come rivolgersi a un sindacato e far valere i propri diritti

La ricerca del lavoro nell’era digitale

-Il bilancio delle competenze
-Il curriculum, il video curriculum e la lettera di presentazione
-Il mercato del lavoro e le professioni più richieste
-I motori di ricerca di lavoro e i siti che pubblicano annunci di lavoro
-Gli ATS – Appliance Tracking System e i social recruiter
-L’importanza della nostra identità digitale, della reputazione digitale e del personal branding
-L’uso strategico di LinkedIn
-L’importanza delle autocandidature
-Perché i concorsi pubblici rappresentano oggi una concreta opportunità per trovare un lavoro
-L’importanza della formazione permanente

Il colloquio di lavoro:

Prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro
-Perché studiare l’azienda è fondamentale
-Tu non sei il problema, ma la soluzione ai loro problemi
-La RAL – Retribuzione Annuale Lorda
-Lordo/Netto: saper leggere un CCNL, una lettera di assunzione e una busta paga.

Transiti riguardanti l’appartenenza di genere

Avrò il piacere e l'onore di partecipare come relatrice al ciclo di seminari Transiti riguardanti l'appartenenza di genere, 
coorganizzato dall'Università degli Studi Milano Bicocca e ACET- Associazione per la Cultura e l'Etica Transgenere. 

Seminari sulle transizioni di genere – 2020

Ciclo di cinque seminari sulle transizioni riguardanti l’appartenenza di genere, edizione di Dicembre 2020 nel corso dell’insegnamento di Educazione degli adulti e degli anziani, tenuto dalla Prof.ssa Micaela Castiglioni, con la partecipazione di: Daniele Brattoli, Monica Romano, Laura Caruso, Raffaele Bellandi.

Lunedì 14 Dicembre, ore 12:00 – 14:00 – Incontro introduttivo, a cura di Daniele Brattoli;
Martedì 15 Dicembre, ore 10:00 – 12:00 – La storia del movimento transgender, a cura di Monica Romano;
Lunedì 21 Dicembre, ore 09:00 – 11:00 – Il percorso di transizione, a cura di Laura Caruso;
Lunedì 21 Dicembre, ore 11:00 – 13:00 – L’esperienza dell’auto mutuo aiuto, a cura di Raffaele Bellandi;
Martedì 22 Dicembre, ore 12:00 – 14:00 – Incontro conclusivo, Daniele Brattoli.

I seminari si svolgeranno da remoto su piattaforma Zoom, sono aperti anche agli studenti di altri Atenei/Dipartimenti, fino a esaurimento disponibilità.

Per iscriversi, inviare un’e-mail a: e.crenca@campus.unimib.it

Il mio discorso per il Transgender Day of Remembrance 2020

In occasione del TDOR on-line organizzato da ACET- Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere (è possibile vedere il video: VIDEO TDOR ACET ), ho scritto queste parole:

 

“Ogni anno, il 20 novembre, si celebra la Giornata della Memoria Transgender, Transgender Day Of RIMEMBRANCE o TDOR, una ricorrenza nata nel 1999 per commemorare le vittime di transfobia in Italia e nel mondo.

Venne introdotta da Gwendolyn Ann Smith, attivista transgender, in ricordo di Rita Hester, una donna trans assassinata nel 1998, attraverso lo svolgimento di una veglia a San Francisco. Da allora l’evento ha preso piede in centinaia di città di tutto il mondo, attraverso eventi e appuntamenti, sia fisici che online, per ricordare le vittime di transfobia e aumentare la visibilità su una problematica ancora molto presente ma spesso sottovalutata.

A Milano le associazioni transgender hanno iniziato a organizzare commemorazioni ed eventi per il TDOR a partire dal 2003.

In anni recenti, il TDOR milanese è passato dall’essere una celebrazione promossa dalle associazioni transgender e gender non-conforming, al diventare un evento costruito, promosso e condiviso da tutte le realtà LGBTIQIA+ rappresentate dal Coordinamento Arcobaleno, che in questi giorni come noi sta celebrando il TDOR con un’iniziativa, e che salutiamo e ringraziamo.

Oggi, a distanza di 17 anni, il TDOR diventa finalmente un evento della città di Milano. Infatti, questa mattina, la bandiera transgender è stata esposta fuori da Palazzo Marino. Accogliamo questa notizia con gioia perché finalmente anni di veglie e commemorazioni hanno portato a un riconoscimento istituzionale da parte di Milano, la nostra città.

Tuttavia

Tuttavia, quest’anno sono aumentati gli episodi di violenza nei confronti delle persone transgender e gender non-conforming, registrando ben 430 persone decedute nel mondo, di cui 350 morte ammazzate. Numeri ampiamente sottostimati, dato che non tutte arrivano ai giornali locali a causa dello scarso interesse nei confronti della nostra comunità.

Quest’anno la pandemia ci ha privati della possibilità di abbracciarci di persona in una veglia nelle piazze cittadine e di raccontare ad alta voce le storie delle nostre vittime e dei nostri morti.

Rivolgiamo un messaggio alle persone in ascolto della nostra comunità: il momento è difficile, vivere in una società che ci discrimina e marginalizza è molto duro, ma vivere in un mondo che è ostile e che contemporaneamente è scosso da una pandemia, può essere insopportabile. Rompete il guscio e cercate le associazioni, i gruppi e le realtà collettive transgender: cercateci, scriveteci, telefonateci, non restate sol*, noi ci siamo.

Siamo qui questa sera per celebrare e commemorare chi non ha più voce e per condividere il nostro cordoglio. Ma siamo anche qui perché ogni nostra lacrima è accompagnata da una rabbia profonda, perché ad ogni celebrazione si accompagni la lotta. Non vogliamo la compassione, non ci interessa il pietismo di una società cisconforme e cisnormata. Noi esigiamo diritti, noi reclamiamo il diritto alla piena cittadinanza nella società civile, noi pretendiamo una legge che punisca severamente chi ci fa del male. E non ci basta questo. Vogliamo una società, vogliamo un mondo dove ogni persona transgender e di genere non conforme abbia pari diritti, pari opportunità e pari dignità.

Vogliamo una società nella quale chi veicola transfobia denigrando i nostri corpi e le nostre vite su giornali, blog e media in generale, o presso Università e luoghi istituzionali, venga sanzionato. Vogliamo una comunità scientifica che smetta di somministrarci test e questionari come se fossimo animali esotici da studiare. Vogliamo che le persone smettano di fare domande sui nostri corpi per capire come siamo fatti. Vogliamo che le persone cisgender smettano di appropriarsi delle nostre istanze politiche e di movimento o delle nostre elaborazioni culturali, vogliamo essere noi a parlare per noi, vogliamo una “presa di parola trans”.

Vogliamo autodeterminazione. Piena autodeterminazione. Vogliamo smettere di pagare migliaia di euro a psichiatri e avvocati per poter decidere dei nostri corpi e dei nostri nomi sui documenti. Vogliamo uscire dai tribunali, perché nessun giudice sa meglio di noi cosa è meglio per noi. Non abbiamo bisogno di servizi a pagamento o di esperti che, pagati profumatamente, ci vengano a dire chi siamo, perché noi chi siamo lo sappiamo bene. Vogliamo un Paese in cui autodeterminarsi sia facile e completamente gratuito.

Vogliamo giornalisti che sappiano utilizzare asterischi, “U” o “SCHWA” senza frignare e senza ogni volta fare un caso di Stato, perché anche il linguaggio possa diventare realmente inclusivo e andare oltre quel binarismo fatto di “A” e di “O” di cui siamo stanchi.

Vogliamo non dover mai più celebrare una Giornata della Memoria Transgender, vedere sorgere il sole nel giorno in cui non avremo più notizia di nostre sorelle e fratelli barbaramente uccisi per mano di uomini cisgender.”

 

 

Finalmente esposta la bandiera transgender a Palazzo Marino!

Oggi, per i nostri movimenti, è una giornata importante perché a #Milano, a Palazzo Marino, è stata finalmente esposta la bandiera #transgender.
Essere lì stamattina, oltre che un grande onore, è stato a dir poco emozionante.
Un gesto simbolico che purtroppo non può riportare in vita nessuna delle vittime di transfobia che oggi piangiamo, ma che è comunque molto importante e potente perché sancisce la vicinanza delle istituzioni comunali alla comunità #transgender milanese.
Da oggi il nostro movimento non è più solo nella sua battaglia contro la #transfobia perché il Comune di Milano è con noi.
Ho contribuito all’organizzazione delle prime veglie commemorative per il 20 novembre a Milano, a partire dal lontano 2003.  Allora agli eventi eravamo pochissim*, e prevalentemente persone transgender.
Oggi il 20 novembre è diventata una data della città.
Oggi, dopo aver ricordato ed espresso il nostro cordoglio per le vittime, avremo un traguardo da festeggiare.
Un ringraziamento al Coordinamento Arcobaleno che ha fatto proprie le nostre istanze e che è al nostro fianco nelle nostre battaglie.
Un grazie a Diana de Marchi e ad Angelo Turco, promotori dell’iniziativa.
Un abbraccio ai tant* – sempre più numerosi – che in questi anni hanno silenziosamente partecipato alle nostre veglie e portato affetto e umanità.

Spazi e tempi nella transizione di genere: il bisogno di autenticità

SPAZI E TEMPI DELLA TRANSIZIONE DI GENERE: IL BISOGNO DI AUTENTICITÀ
introduce Barbara Mapelli
Intervengono: Laura Caruso, Monica Romano
coordina Micaela Castiglioni
4° incontro del ciclo
NEL FRATTEMPO. TRANSITI NELL’ETÀ ADULTA
a cura del Gruppo di Ricerca NUSA-Nuove Soggettività Adulte-Università di Milano Bicocca
(Responsabile scientifica: Micaela Castiglioni)
in collaborazione con
Pedagogika.it – Trimestrale di Educazione, Formazione e Cultura
(recupero dell’incontro in programma lunedì 30 marzo 2020 e annullato per Coronavirus))
Le traiettorie di vita non seguono da tempo l’andamento lineare che traghettava l’individuo adulto all’assunzione di un’identità univocamente e stabilmente definita una volta per tutte e a una vita intima, professionale e sociale tracciata secondo parametri di prevedibilità e sicurezza secondo la definizione di ruoli identitari e sociali ben precisi e di fasi della vita ben scandite e distinte.
Il contesto sociale e relazionale – il lavoro, il reddito, la comunicazione, i meticciati culturali, la precarietà, la debolezza delle appartenenze, la mobilità dei ruoli nella vita privata e professionale, ecc., – concorrono a questo continuo processo di rinascita reiterata, in una oscillazione fatta sia di coazione e necessità di adattamento o, viceversa, di resistenza/difesa, sia di potenziali opportunità di progressiva autonomia, emancipazione e libertà nel cambiamento. L’evanescenza dei modelli identitari, sociali ecc., se per un verso, espone all’incertezza, al dis-equilibrio e allo smarrimento, dall’altro, offre spazi di critica, di libertà e di auto-progettualità, prima impensabili.
Se questo è lo scenario ordinario delle soggettività e delle storie adulte, di oggi, interrogarsi sulle sfide dell’educazione degli adulti in transizione, o più precisamente, in transito, a partire da alcuni luoghi/contesti-limite, o di confine, dove il transito è strutturato, normato, definito e situato, appare promettente sotto il profilo formativo e di cura: proprio come accade che i luoghi di confine riescano a gettare luce sulle terre di cui sono periferie e insieme ponte.