Il 30 ottobre scorso ho preso parte all’incontro nazionale del Tavolo permanente tra il Partito Democratico e le Associazioni LGBTQIA+, alla presenza della segretaria Elly Schlein, di Angelo Schillaci, di Alessandro Zan e dei rappresentanti delle principali associazioni LGBTQIA+ italiane.
Ho partecipato a questo importante momento di confronto in qualità di componente della Direzione Nazionale del PD e in virtù del mio attivismo di lungo corso per i diritti civili.
È stato un incontro intenso, che ha offerto la possibilità di discutere dei temi più urgenti in materia di diritti e libertà, a partire dal decreto Schillaci-Roccella e dal DDL Valditara, due provvedimenti che toccano profondamente la vita e la dignità delle persone transgender e la qualità dell’educazione nel nostro Paese.
Il valore del Tavolo Diritti: un luogo di confronto da preservare
Nel mio intervento ho anzitutto ringraziato la segreteria nazionale del PD e chi lavora per mantenere vivo lo spazio del Tavolo Diritti, che considero un luogo di confronto fondamentale fra il Partito e le associazioni LGBTQIA+ italiane.
In un tempo segnato da polarizzazioni e da narrazioni semplificanti, spazi come questo sono indispensabili per costruire dialogo, ascolto e alleanze sociali reali.
Ho detto chiaramente che il Tavolo Diritti è uno strumento politico da preservare, perché solo attraverso la cooperazione tra istituzioni e società civile si possono affrontare con efficacia i nuovi attacchi ai diritti umani e civili.
La comunità trans e il tema delicato dei percorsi per i minori
Ho ricordato che, da quando è stata approvata la legge 164/1982, la comunità transgender non si era mai trovata ad affrontare un contesto politico e normativo così delicato.
Il DDL Schillaci-Roccella, che interviene sul tema dei minori transgender, tocca una questione estremamente sensibile che richiede cautela, competenza e responsabilità istituzionale.
Vale la pena di ricordare che nessuno, tantomeno le persone transgender, auspica un approccio disinvolto o superficiale all’uso di farmaci bloccanti della pubertà o ormoni in età adolescenziale.
La mia posizione sul tema è nota, e l’ho approfondita in un articolo pubblicato lo scorso luglio, nel quale ho chiarito che non sono mai stata favorevole a una somministrazione disinvolta di farmaci bloccanti o ormoni in età adolescenziale.
Personalmente, ritengo che la somministrazione di questi farmaci debba rappresentare una extrema ratio, da valutare solo a fronte di un malessere insopprimibile nel genere assegnato alla nascita e sempre nel rispetto del vissuto, dell’età e del contesto familiare della ragazza o del ragazzo.
Allo stesso tempo, è importante che la politica non risponda con semplificazioni o restrizioni ideologiche, ma garantisca percorsi di accompagnamento multidisciplinare, ascolto e tutela.
Da decenni mi batto per la depatologicizzazione e la depsichiatrizzazione della condizione trans, e credo che oggi il compito delle istituzioni sia quello di proteggere, non di controllare o stigmatizzare.
Le persone trans – minori e adulte – non sono un’emergenza, ma parte viva della società, e il modo in cui il Paese affronta queste tematiche misura la qualità della nostra democrazia e del nostro umanesimo civile.
“Siamo traditrici del patriarcato”: la lezione di Lohana Berkins

Nel mio intervento ho citato Lohana Berkins, attivista trans argentina che disse:
“Noi donne trans siamo traditrici del patriarcato.”
Una frase potente, che racchiude il senso profondo della persecuzione che le donne trans vivono in tutto il mondo.
Proprio perché mettiamo in discussione le radici stesse del potere patriarcale, siamo bersagli di una reazione globale: lo vediamo in Italia, ma anche negli Stati Uniti di Donald Trump, nella Russia di Vladimir Putin e in molti altri Paesi dove la libertà di essere se stessi viene messa in discussione ogni giorno.
Unire le forze per reagire
Infine, ho invitato tutte e tutti a unire le forze per reagire a questo attacco.
È un momento che richiede coesione, lucidità e senso di responsabilità: serve una politica dei diritti competente e umana, capace di costruire ponti e non muri.
La libertà e la dignità delle persone transgender non sono una battaglia di parte, ma una questione democratica.
Difenderle significa difendere la libertà di tutti.
