Negli ultimi giorni ha avuto ampia risonanza mediatica una notizia relativa alla presenza, durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano‑Cortina 2026, di agenti riconducibili alle strutture di sicurezza statunitensi, in particolare all’Immigration and Customs Enforcement (ICE).
La notizia che ha aperto un dibattito pubblico legittimo e necessario, perché quando si parla di sicurezza internazionale, di grandi eventi e della presenza di forze armate straniere sul territorio nazionale, la questione centrale è il rispetto delle garanzie democratiche.
Che cos’è l’ICE e perché suscita preoccupazione

L’ICE è un’agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa di contrasto all’immigrazione irregolare. Secondo numerose inchieste giornalistiche e denunce di organizzazioni civili statunitensi, l’agenzia è accusata di:
- fermi arbitrari di persone per strada;
- uso sproporzionato della forza;
- operazioni opache, sottratte a un controllo pubblico pieno;
- coinvolgimento in episodi che hanno portato alla morte di civili disarmati.
Questi sono i fatti documentati nel dibattito pubblico americano che rendono del tutto comprensibile la preoccupazione di molte cittadine e molti cittadini milanesi.
Le vittime: quando la sicurezza perde il controllo

Tra i casi più recenti citati nel dibattito pubblico vi è quello di Renée Nicole Good, cittadina statunitense di 37 anni, poetessa pluripremiata, madre di tre figli, uccisa il 7 gennaio scorso durante un’operazione riconducibile all’ICE a Minneapolis.
Ancora più recente è la morte di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva, colpito da dieci spari mentre cercava di difendere due donne durante una manifestazione legata a un’operazione federale. Alex era disarmato. Nella mano destra teneva il telefono, la sinistra era alzata nel tentativo di proteggere una donna appena spinta a terra.
Milano e la memoria democratica

Milano, Medaglia d’Oro alla Resistenza , porta nel proprio DNA sul rifiuto dell’arbitrio, sulla difesa delle libertà e sul primato delle istituzioni democratiche.
Per questo, in questi giorni, molte cittadine e molti cittadini hanno fatto sentire la propria voce, perché non vogliono che a Milano operino forze percepite come violente, opache e sottratte al controllo democratico. E questa voce è politica nel senso più alto del termine.
Le parole dei genitori di Alex Pretti
Ci sono momenti in cui le parole delle politica devono fare un passo indietro, lasciando spazio a quelle delle famiglie delle vittime. Per questo ho voluto condividere nell’Aula di Palazzo Marino l’appello dei genitori di Alex Pretti, che dice più di qualsiasi commento politico:
“Siamo distrutti dal dolore, ma siamo anche molto arrabbiati.
Alex era una persona dal cuore gentile. Si prendeva profondamente cura della sua famiglia, dei suoi amici e dei veterani americani che assisteva come infermiere.
Non usiamo la parola ‘eroe’ con leggerezza. Ma il suo ultimo gesto è stato quello di proteggere una donna.
Le menzogne diffuse sull’accaduto sono ripugnanti. Alex era disarmato.
Vi chiediamo di far emergere la verità.
Alex era un uomo buono.”
Sicurezza sì, ma dentro la democrazia
Il tema non è essere “contro” la sicurezza, ma tema il tipo di sicurezza vogliamo.
La sicurezza è tale solo se:
- è sottoposta a controllo democratico;
- rispetta i diritti fondamentali;
- non produce nuove vittime;
- non trasforma le città in zone d’eccezione.
Milano può e deve ospitare grandi eventi internazionali senza rinunciare alla propria identità democratica. È questa la vera sfida di Milano-Cortina 2026.
Il mio intervento in Consiglio comunale
Questo intervento nasce da una mia presa di parola in Consiglio comunale di Milano, in cui ho ritenuto doveroso portare all’attenzione dell’Aula e della città le preoccupazioni emerse in merito alla possibile presenza di agenti dell’ICE a Milano durante i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026:
Approfondimenti e fonti esterne
Per inquadrare correttamente il contesto internazionale e i casi citati, riporto di seguito alcune fonti giornalistiche e documenti pubblici che hanno contribuito al dibattito sull’operato dell’ICE negli Stati Uniti e sugli episodi avvenuti a Minneapolis:
- Associated Press – Ricostruzione delle operazioni federali e delle accuse di uso eccessivo della forza da parte delle agenzie di sicurezza statunitensi
https://apnews.com/ - The New York Times – Inchieste sull’operato dell’ICE, sulle pratiche di detenzione e sull’uso della forza durante le operazioni sul territorio
https://www.nytimes.com/topic/organization/immigration-and-customs-enforcement - USA Today – Articoli sui casi di civili uccisi durante operazioni federali e sulle proteste delle comunità locali
https://www.usatoday.com/search/?q=ICE+Minneapolis - ACLU – American Civil Liberties Union – Rapporti e denunce sul comportamento dell’ICE e sulle violazioni dei diritti civili
https://www.aclu.org/issues/immigrants-rights/ice-and-cbp-abuses - Minnesota Reformer – Copertura locale degli eventi di Minneapolis, comprese le testimonianze delle famiglie delle vittime
https://minnesotareformer.com/ - Dichiarazioni della famiglia di Alex Pretti riportate dalla stampa statunitense
https://apnews.com/search?q=Alex+Pretti