
Ci sono momenti in cui una città dimostra davvero qual è lo spirito che la anima.
Questa mattina, quando la casa editrice Lo Stampatello ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro, Milano ha mostrato ancora una volta la sua parte migliore: la capacità di riconoscere il valore della cultura che educa, protegge e apre strade nuove.
Per me è stato un onore vedere premiata una realtà che ho personalmente candidato e che seguo da molti anni. Non è un riconoscimento scontato, soprattutto in un tempo storico in cui l’educazione all’affettività, al rispetto e alla pluralità familiare viene sempre più spesso ostacolata o fraintesa.
Questo premio, invece, afferma con forza che trasmettere alle bambine e ai bambini una visione di famiglia più plurale e inclusiva non è una minaccia, ma un atto civile.
Un lavoro culturale che ha cambiato il panorama italiano
La motivazione ufficiale del Comune racconta con chiarezza perché Lo Stampatello meritasse questo riconoscimento:
«Titoli come “Perché hai due mamme?”, “Qual è il segreto di papà?” e il best seller “Il Piccolo Uovo”, dedicato alla varietà delle famiglie possibili, hanno aperto un varco nel panorama editoriale italiano, promuovendo inclusione, rispetto e diritti. Con questo obiettivo, svolge da anni un prezioso lavoro culturale e sociale, pubblicando libri per bambine e bambini: famiglie che raccontano la pluralità delle forme familiari, incluse quelle con due mamme o due papà.
Fondata da Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi, legate da oltre vent’anni e madri di quattro figli, nasce con l’intento di offrire ai più piccoli storie in cui potersi riconoscere. Il motto del progetto “Parlami in stampatello” esprime la volontà di affrontare temi complessi, e spesso privi di una adeguata rappresentazione, con un linguaggio chiaro, accessibile e rispettoso dell’infanzia.»
Questa è la forza di Lo Stampatello: aver saputo portare nelle mani dei bambini e delle bambine un immaginario diverso, più ampio, più vero. E averlo fatto con competenza editoriale, sensibilità culturale e grande rispetto per l’infanzia quando quasi nessuno osava farlo.
Un riconoscimento al coraggio e alla visione
Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi hanno creato tutto questo con uno spirito che definirei quasi pionieristico.
Hanno aperto un varco nel dibattito pubblico e culturale, assumendosene il peso e la responsabilità.
E lo hanno fatto restando salde nella convinzione che ogni bambina e ogni bambino meritino storie in cui potersi riconoscere, famiglie in cui potersi rispecchiare, parole che non cancellino la loro esistenza.
Questo premio celebra il loro coraggio e la loro visione.
Ma celebra anche un’idea precisa di Milano: una città che non si limita a seguire i tempi, ma che li anticipa, riconoscendo il valore della cultura quando questa produce libertà, consapevolezza e diritti.
Perché questo Ambrogino conta davvero
In un clima politico in cui la complessità viene spesso ridotta a slogan, l’Ambrogino d’Oro a Lo Stampatello è un segnale importante.
È la conferma che educare alla pluralità non divide, ma costruisce.
Che parlare di affetti, di famiglie, di diversità non è un attentato all’infanzia, ma un gesto di cura verso di essa.
Che la cultura può – e deve – essere un presidio democratico.
Questa candidatura è stata uno degli atti di cui vado più fiera nel mio lavoro in Consiglio comunale.
Perché significa mettere al centro non un tema “identitario”, ma un progetto culturale e sociale che riguarda tuttə: l’educazione, l’infanzia, i modelli con cui crescono i cittadini e le cittadine di domani.
Oggi è un bel giorno per Milano
Voglio ringraziare ancora una volta Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi per aver creduto in questo progetto, per aver resistito quando era più difficile, per aver portato avanti un’idea di cultura che forma cittadini consapevoli.
Oggi è un bel giorno per loro, ma anche per Milano.
Un giorno in cui la città si riconosce nei suoi valori più alti: la libertà, il rispetto, la pluralità, l’amore per l’infanzia.
Un giorno in cui la cultura torna a essere ciò che deve essere: una casa aperta a tutte e tutti.
