
Dopo le cronache degli ultimi giorni, giudiziarie e politiche, ritengo doverosa una riflessione pubblica, aperta e rivolta in primis a chi mi ha dato fiducia con una preferenza nel 2021, ma anche, e doverosamente, a tutte le cittadine e i cittadini milanesi.
PIANO GIUDIZIARIO

Lunedì scorso ero in Consiglio comunale e, insieme a tutti i presenti in un’aula stracolma, ho ascoltato il discorso del Sindaco Beppe Sala con grande attenzione e – lo voglio scrivere – con sincera partecipazione.
Gli ultimi sono stati giorni complicati, densi e molto tesi. E, se lo sono stati per me, una consigliera comunale di maggioranza senza deleghe sull’urbanistica, non posso e non oso immaginare che cosa questi giorni debbano essere stati per le persone direttamente coinvolte e colpite dalle cronache tanto giudiziarie, quanto politiche.
Non posso sapere che cosa ha provato il Sindaco nell’apprendere dai giornali di essere indagato. Ho potuto soltanto esprimergli la mia solidarietà e vicinanza.
E l’ho sostenuto con convinzione quando in aula ha detto:
“Non intendo giudicare la magistratura, ma ritengo che sia inaccettabile che indagini riservate diventino di dominio pubblico tramite i media.”
Venire a sapere di essere indagati leggendo un giornale o ascoltando un TG non è giusto, né accettabile in uno stato di diritto.
Per me l’integrità e l’onestà del Sindaco non sono in discussione.
Per molti – troppi – pare di sì.
In questi giorni sono rimasta in silenzio e ho letto di tutto: ci son persone che su tutta questa vicenda hanno già espresso certezze granitiche, altre animate da un furore giacobino e da un desiderio di vedere cadere teste che inquieta e interroga.
Ma non voglio soffermarmi troppo sul piano giudiziario: sarà la magistratura – del cui lavoro ho il massimo rispetto – a chiarire se esistono oppure no dei reati ascrivibili alla nostra amministrazione.
Sappiamo bene che il lavoro della magistratura richiederà tempo, quindi – per quanto mi riguarda – non mi resta che attendere le sentenze.
Perché in una democrazia sono le sentenze a stabilire se ci siano o meno dei reati e sono i giudici a comminare le pene, non i giornali o i social media.
PIANO POLITICO

Veniamo al piano politico.
Milano è cresciuta molto ed è molto migliorata negli ultimi lustri. E chi lo nega, semplicemente, o non conosce la nostra città oppure è palesemente in cattiva fede.
Io ricordo molto bene la Milano degli anni ’90 perché da adolescente mi divertiva molto esplorare la mia città con il fido walkman (mezzo scassato, ma quanto lo amavo) nelle orecchie e il Tutto Città sempre a portata di mano.
I soldi in famiglia erano pochi, e io mi divertivo “uscendo con la città” perché non mi costava nulla – o quasi.
Ricordo molto bene le Varesine e il quartiere Isola di quegli anni, per prendere due esempi fra i tanti che potrei fare, o anche la Fiera di Sinigaglia in cui trascorrevo i miei sabati pomeriggio con altri adolescenti (ci definivamo “alternativi”, che tenerezza).
E ricordo altrettanto bene una città per molti versi provinciale, grigia, inquinata, insicura e con spazi pubblici intasati di auto. Una città dalla quale desideravo scappare.
Milano è molto migliorata e cresciuta, al punto che tantissimi vorrebbero viverci.
Il grande problema che tutti conosciamo fin troppo bene è che è cresciuta escludendo chi ha meno, vale a dire quelle persone e quelle famiglie della mia classe di provenienza.
E se la parola “classe” spaventa o risulta obsoleta, parliamo di coloro che vivono del proprio stipendio, che io mai ho dimenticato in questi 3 anni, 9 mesi e 5 giorni di consilatura.
Già a fine 2023 – in tempi non sospetti – ero fra i proponenti di una mozione per il salario minimo rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Milano, compresi i dipendenti delle cooperative, una mozione che abbiamo anche votato e approvato in Consiglio comunale.
Perché io di certo non dimentico da dove vengo e comunque, anche in caso di amnesie temporanee dovute all’età che avanza, ci pensa la scritta che a Palazzo Marino sovrasta la Presidenza del Consiglio a ricordarmi per chi siedo in Consiglio comunale:
“Caussas populi teneto” – Tratta dal De Legibus di Cicerone.
Potremmo tradurre così: “Abbi cura delle ragioni del popolo.”
L’amministrazione può fare di più?
Sì, certamente.
Noi amministratori dobbiamo fare autocritica?
Tantissima, ma non perché ora c’è un’inchiesta, ma perché la città da ben prima dell’inchiesta ci chiede un ascolto che forse non siamo stati in grado di mettere abbastanza in campo, e mi ci metto anch’io, soprattutto da dopo la pandemia (e comunque l’autocritica dovrebbe essere un metodo per chi governa una città, un costante e faticoso esercizio di pensiero).
In questo senso, ho molto apprezzato il confronto avvenuto tra il Sindaco e il Partito Democratico Milano Metropolitana: un dialogo politico necessario, rispettoso e costruttivo, che ha già prodotto una presa di consapevolezza collettiva e potrà – ne sono certa – rafforzare l’azione amministrativa nei mesi a venire.
L’amministrazione deve riprendere il dialogo con la città e prepararsi a un confronto senza sconti?
Certo che dobbiamo farlo, altrimenti perderemo la città.
In particolare, io penso al Piano di Governo del Territorio (PGT) che dovremo approvare e al tema degli oneri urbanistici, ma non solo.
Concludo invitando a fare attenzione a quattro elementi:
1) Non tutto dipende dall’amministrazione cittadina
La gentrificazione, i problemi legati alla sicurezza, il disagio giovanile, gli stipendi da fame sono problemi di tante grandi città in Italia, il che significa che occorrerebbero leggi nazionali (penso, ad esempio, al tema Airbnb, che la nostra ministra del Turismo dice di aver risolto, ma che non è affatto risolto, come dimostrato e approfondito da una recente inchiesta di 100 minuti di Corrado Formigli, o a una legge sul salario minimo, etc)
2) Non tutto ciò che ha fatto l’amministrazione ora è diventato da buttare, anzi.
Pensiamo, solo per fare un esempio, al welfare milanese, che rappresenta un patrimonio di cui andare fieri e che dobbiamo continuare a rafforzare.
3) Un dibattito politico troppo polarizzato e inquinato
Nel dibattito iper polarizzato di questa strana epoca diventa sempre più difficile trovare dosi di ragionevolezza ed equilibrio nel dibattito pubblico e questo rende il lavoro della politica ancora più complesso, sfidante e responsabilizzante.
(Certo, trovare posizioni equilibrate è reso ancora più difficile da quelle figure politiche che hanno approfittato di questo momento in cui Milano è sotto i riflettori per tentare di raggranellare qualche voto con la solita retorica buona per i post su Facebook o per qualche titolo per la carta stampata.
E non mi riferisco soltanto alle destre locali rispetto alle quali il livello è talmente pietoso che siamo ormai assuefatti e rassegnati – l’immagine fatta girare dal Consigliere Marcora di Fratelli D’Italia che ritrae il Sindaco vestito da detenuto con i calzini arcobaleno è un insulto ai detenuti, alla comunità LGBTQIA+, al Sindaco stesso e a tutte le milanesi e i milanesi – ma a chi da anni attacca il Sindaco, la Giunta e il Partito Democratico continuando a restare comodamente seduto fra i banchi della maggioranza.
Una grande ipocrisia, altro che “lotta” politica!)
4) Lo scarso peso del Consiglio comunale
Negli ultimi decenni, anche a seguito della riforma del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), il ruolo del Consiglio comunale si è progressivamente ridotto, così come quello di tutte le assemblee elettive.
Purtroppo il nostro Consiglio non ha più il peso di un tempo nel determinare gli indirizzi fondamentali del governo della città, e questo secondo me ha avuto un ruolo nel progressivo “scollamento fra l’amministrazione e la città” che molti cittadini segnalano.
Occorrerebbe restituire più centralità alle assemblee elettive che hanno il pregio di portare molti punti di vista, molte sfumature, un vero e proprio viaggio fra le prospettive di cui, in tempi di polarizzazione dei dibattiti, avremmo un grandissimo bisogno.
Ringrazio chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, di tutto cuore.
Il lavoro di amministratrice è complesso.
Tanto complesso che, lo confesso, a volte, non me ne sento all’altezza.
Ci sarebbero così tante cose da studiare, tante complessità da decifrare – soprattutto sulla grande questione dell’urbanistica – prima di poter esprimere delle opinioni con una minima cognizione di causa, da far mancare il fiato.
Il fatto di avere un lavoro a tempo pieno da conciliare con l’impegno politico a volte non aiuta, ma la mia promessa è che metterò testa, tempo e cuore anche sui temi più difficili e ostici, soprattutto rispetto al nuovo PGT.
Lo devo in primis a chi mi ha votato, ma anche a tutte le milanesi e i milanesi che ho l’onore di rappresentare in Consiglio.
🔗 Link e approfondimenti
– 📄 Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Leggi il testo completo su Normattiva:
👉 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267!vig=
– 🎧 Inchiesta su Airbnb– 100 Minuti, La7 (luglio 2025)
La puntata del programma di Corrado Formigli che analizza l’impatto degli affitti brevi nelle città italiane:
👉 https://www.la7.it/100minuti
