Il suicidio di Paolo Mendico, 14 anni, vittima di bullismo di genere, ci costringe a riflettere su quanto le nostre scuole e comunità siano ancora incapaci di accogliere davvero le differenze.

Una vita segnata dal bullismo di genere

Le cronache di questi giorni raccontano il dolore immenso della famiglia di Paolo, un ragazzo di soli 14 anni che non ha retto il peso di prese in giro, soprannomi denigratori e umiliazioni continue.

Lo chiamavano “Paoletta”, “femminuccia”, ridendo dei suoi capelli biondi e lunghi. Non si tratta di semplici scherzi: questo è bullismo di genere, il frutto di una cultura che non ammette differenze e pretende di incasellare ragazzi e ragazze in modelli rigidi di maschile e femminile.

Cos’è il bullismo di genere

Come ha spiegato Giacomo Zani, presidente del collettivo Mica Macho, Paolo è stato insultato perché non corrispondeva a un modello di maschilità imposto.
Il bullismo di genere è una vera e propria “punizione” verso chiunque non rispetti i canoni dominanti di virilità – o, nel caso delle ragazze, di femminilità.

Basta un dettaglio – come i capelli lunghi in un ragazzo – per diventare un bersaglio.

Una ferita collettiva che riguarda tutti

La storia di Paolo non è un caso isolato: potrebbe essere la storia di qualunque ragazzo o ragazza che non rientri negli schemi tradizionali di genere.
Per questo il bullismo non va mai minimizzato come una “ragazzata”: è violenza vera e propria.

Ogni insulto, ogni soprannome offensivo, ogni risata può lasciare ferite profonde. In alcuni casi, come quello di Paolo, queste ferite diventano insostenibili.

Costruire scuole e comunità inclusive

La tragedia di Paolo Mendico deve diventare un monito. Per lui e per tutte le vittime invisibili, abbiamo il dovere di costruire scuole inclusive e comunità capaci di rispettare ogni differenza.

Solo così possiamo prevenire nuovi drammi e restituire a ragazze e ragazzi la libertà di crescere senza paura, liberi di essere se stessi.

Di Monica Romano

Consigliera comunale di Milano e dirigente politica.

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