Oggi, in Consiglio comunale, ho ricordato Federica Torzullo, vittima di femminicidio ad Anguillara, in provincia di Roma.

Federica era una donna, una professionista molto stimata, una madre, una persona con una vita, un lavoro, relazioni, una quotidianità come tante altre.

È davvero importante partire da qui, perché dietro la parola “femminicidio” c’è sempre una donna, una persona in carne e ossa, oltre il dato, la statistica e il caso di cronaca.

Chi era Federica Torzullo: una donna, una professionista, una madre

Ricordare Federica è un atto politico, così come lo è contare le vittime, perché ci aiuta e riconoscere e a ricordare che la violenza contro le donne non è un fatto privato, ma un fenomeno strutturale che scuote le istituzioni e la società nel suo insieme.

Violenza di genere e linguaggio

Nel mio intervento ho voluto soffermarmi anche su un altro aspetto troppo spesso sottovalutato, che è quello del linguaggio.

Il modo in cui raccontiamo la violenza di genere non è mai neutro, perché alcune parole, dettagli e frame narrativi rischiano di spostare lo sguardo, portandoci fuori strada e facendoci perdere il focus essenziale.

Quando il racconto assume una connotazione investigativa e si decide di concentrarlo sul “mistero”, sui particolari, su dettagli superflui dal punto di vista del diritto all’informazione dei cittadini, la donna finisce col diventare sfondo.
E la distorsione culturale è davvero profonda, perché la violenza viene normalizzata e resa meno riconoscibile.

Il linguaggio giusto previene la violenza

Noi femministe lo abbiamo detto infinite volte, e dobbiamo continuare a ripeterlo finché questo silenzioso massacro non finirà: il linguaggio costruisce cultura e plasma la nostra realtà.

E la prevenzione della violenza di genere parte proprio dalla cultura che costruiamo.
Evitare le narrazioni che spettacolarizzano la violenza è una responsabilità pubblica.

Onorare la memoria di Federica Torzullo significa anche pretendere un linguaggio più consapevole, più giusto, più rispettoso delle donne e della loro dignità.

Intervento in Consiglio comunale

Da Vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili e Vicepresidente della Commissione Speciale per il Contrasto ai Discorsi e ai Fenomeni D’Odio, ho posto l’attenzione sul ruolo del linguaggio giornalistico nel mio intervento in Consiglio comunale:

Link esterni e approfondimenti

Link interni

Uniti da un filo rosso: un gesto simbolico contro la violenza sulle donne

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Femicide, Language, and Public Responsibility: Why Words Matter in Preventing Gender-Based Violence

Di Monica Romano

Consigliera comunale di Milano e dirigente politica.

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