- Comune di Milano – Comunicato ufficiale: “Uniti i da un filo rosso, flash mob in Aula contro la violenza sulle donne”
Milano, 23 ottobre 2025 — Nell’Aula consiliare di Palazzo Marino, consigliere e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione si sono uniti da un filo rosso per dire no alla violenza sulle donne e per promuovere il rispetto della vita, dei diritti e della dignità femminile.
L’iniziativa, fortemente simbolica, ha voluto ribadire che nella lotta contro i femminicidi non ci sono divisioni politiche ma un impegno comune a difesa delle donne.
Un segnale di unità dopo i recenti femminicidi
Il gesto arriva dopo l’ennesimo femminicidio di Luciana Ronchi, uccisa dall’ex marito, e a pochi giorni dalla morte di Pamela Genini.
Due tragedie che si aggiungono a oltre settanta femminicidi registrati in Italia dall’inizio del 2025.
In risposta a questa scia di violenza, il Consiglio comunale di Milano ha scelto di manifestare unità e responsabilità istituzionale, superando le differenze di partito per inviare un messaggio forte alla città.
Il filo rosso come simbolo di legame e responsabilità
Per la prima volta, l’intero emiciclo di Palazzo Marino – dalla Presidenza ai banchi della Giunta e dei consiglieri – è stato attraversato da un lungo filo rosso, simbolo di un legame fisico e ideale contro la violenza di genere.
Questo gesto collettivo rappresenta un impegno condiviso per contrastare ogni forma di sopruso maschile e per affermare che la pari dignità tra uomini e donne è un valore irrinunciabile della comunità milanese.
Un impegno politico e culturale per fermare la violenza
La violenza sulle donne non è solo un’emergenza sociale ma un problema culturale profondo.
Per questo è fondamentale che le istituzioni agiscano con determinazione: promuovendo la prevenzione, l’educazione al rispetto e il sostegno concreto alle vittime.
Con questo flash mob, Milano ribadisce la sua volontà di essere una città che non si volta dall’altra parte, e che mette la dignità e la sicurezza delle donne al centro delle politiche pubbliche.
