La mia storia

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STORIA

Classe 1979, mamma spezzina e papà siciliano della classe operaia, sono nata a Milano. Spinta e incoraggiata fin dai primi anni allo studio, nel 1997 conseguo la maturità classica. Nel 1998 rifiuto il genere maschile e inizio a vivere socialmente come ragazza, scegliendo il nome di “Monica“. Del nome assegnato alla nascita decido di conservare la sola iniziale, la “J” (e null’altro), per conservare memoria, affetto e testimonianza per i primi diciannove anni della mia vita. Nello stesso anno la mia storia si intreccia con quella di Deborah Lambillotte – attivista scomparsa nel 2016 – e con l’associazionismo LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) italiano: nasce così un grande amore, quello per l’associazionismo e per la militanza, durato per i successivi vent’anni, nel corso dei quali mi dedico all’organizzazione di gruppi di auto aiuto e autocoscienza, di eventi divulgativi e culturali, di manifestazioni e di dimostrazioni. Mi espongo insomma in prima persona e questo mi porta a vivere in una dimensione sempre più pubblica.

Nel 2006 lo Stato italiano, tramite sentenza del tribunale, mi riconosce donna a tutti gli effetti di legge.

Nel 2007 conseguo la Laurea magistrale in Scienze Politiche – indirizzo sulle relazioni industriali e la gestione delle risorse umane – con una tesi dedicata alla transessualità nella società e nel lavoro. L’anno successivo l’editore Silvio Mursia trasforma la mia tesi in un saggio: Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (2008, Costa & Nolan).

Nei dieci anni che seguono, collaboro con studi di consulenza del lavoro a Milano, specializzandomi in amministrazione del personale, consulenza giuslavoristica e pareristica d’impresa.

Pubblico altri due libri: il romanzo di formazione Storie di ragazze XY (2015) – nel quale ha raccontato la mia esperienza autobiografica in un’ottica sociale, culturale e divulgativa – e il memoir militante Gender (R)Evolution (2017), entrambi pubblicati per i tipi di Ugo Mursia editore. Negli anni dal 2016 al 2019 organizzo numerose presentazioni in tutta Italia.

Ho preso parte, in qualità di testimonial per la Diversity & Inclusion, a momenti formativi presso aziende, università, scuole superiori, associazioni e istituzioni.

Ho rilasciato interviste a media nazionali e locali, contribuito alla realizzazione di film e documentari, preso parte a eventi pubblici di sensibilizzazione della cittadinanza.

Sono articolista per Purpletude, “Pride” e per la rivista “Il Simposio”. Ho scritto saggi e articoli nell’ambito degli studi di genere (gender studies e transgender studies).

Sono presidente onoraria del Circolo Rizzo Lari (ex Circolo Harvey Milk di Milano) e presidente dell’Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere (ACET), da me fondata nel 2020 insieme a Daniele Brattoli e Laura Caruso, importanti e preziosi compagni di strada.

Tutte le attività che ho svolto negli anni presso le associazioni sono sempre state portate avanti a titolo di volontariato.

Sono da sempre contro il business e contro il sistema di interessi che sull’impossibilità di autodeterminazione per le persone transgender e gender non-conforming si è generato in Italia e, in occasione della presentazione di ACET alla stampa, ho dichiarato:

Riteniamo il concetto di etica un faro del nostro agire essenziale in questo momento storico, insieme a quello di autodeterminazione. Infatti, sull’impossibilità per le persone trans di autodeterminarsi senza ricorrere a psichiatri, psicologi, chirurghi, avvocati e tribunali è stato costruito – nei decenni – un vero e proprio sistema di interessi e di guadagni che è ora di decostruire“.

 

CURIOSITÀ

 

  • Amori

Convinta sostenitrice dell’idea che l’amore vada oltre le gabbie di genere, nella vita sentimentale ho avuto al mio fianco sia donne che uomini, sempre in relazioni pubbliche e monogame.

  • Antipatia

Ho notoriamente un pessimo carattere che cerco di portare con eleganza. Sono femminista – il che, a parere di alcuni, spiegherebbe la mia antipatia – di orientamento socialdemocratico e difensora della laicità delle istituzioni democratiche.

  • Sconfitte

Nel 2016 mi sono candidata alle elezioni per il Consiglio Comunale di Milano e non sono stata eletta. Però mi commuovo ogni volta che immagino ognuna di quelle 242 persone scrivere il mio nome sulla scheda elettorale.

  • Cose che amo

Sono amante dei gatti, della dimensione del viaggio, del mare delle Cinque Terre, del cinema, della lingua francese e della buona politica.