Monica Romano

 

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Transgender news

 


 

Diurna

 

La transessualità come oggetto di discriminazione

 

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Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine "transgender"?

Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista "insider" sulla tematica: quello di una persona trans.                                                                Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal "benpensante" mondo contemporaneo occidentale.

"Diurna" è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita.

Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.

 

"Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno. Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi. La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano.                 

Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu. Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande. Nelle risposte può stare il senso di una vita"

 

 

Recensioni

 

Babilonia, Queerblog,  Di'Gay Project, Radiopopolare ( 1 2  3 )

 

 


 

 

Domenica 17 maggio 2009

 

Presentazione del libro di Vladimir Luxuria

"Le favole non dette"

 

a cura dell'associazione ComoGayLesbica

 

 

 

 

 

 

Domenica 17 maggio, in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia e la transfobia, ho avuto il piacere di essere ospite insieme ai compagni della Fenice dell'associazione ComoGayLesbica, per la presentazione del libro di Vladimir Luxuria

"Le favole non dette".

 

 

 

Intervento di Monica Romano

 

 

 

 

Vladimir Luxuria

 

Monica Romano e Vladimir Luxuria

 

Le favole non dette

 

"Una bambina che sa guardare
nel profondo gli occhi innocenti
degli animali sottrae una donna-uomo
dalla prigione di un circo. Un Pinocchio
dei giorni nostri, orfano, svagato
e consapevole della propria diversità,
trova nell’amore di una fata la forza per
dire di nuovo sì alla vita.


Tra magia e sogno, pregiudizio, amore
e indifferenza, Vladimir Luxuria dedica
queste favole agli uomini e alle donne
di oggi, al mistero dell’animo umano,
a quello che non si dice ma che riempie
di bellezza le nostre vite."

 


 

Film e documentari

 

 

Crisalidi - 5 ritratti di giovani trans

 

 

 

 

Miglior documentario Novaracinevideo Festival

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Miglior documentario Tek International Film Festival

 

Film in coproduzione: Crisalide AzioneTrans, Ala - Milano, Bemoviement, Fondazione Cariplo

Vincitore del Novara Film Festival 2005 e del Tekfestival 2006

Regia di Federico Tinelli

 

Milano. Cinque persone, cinque trans, Monica, Antonia, Giorgio, Lorena e Nicole, raccontano la propria esperienza di vita, da un punto di vista inconsueto e intimo. La telecamera, mai fissa, dipinge una serie di ritratti dando libero sfogo alle emozioni, alle paure, alla rabbia, ai sogni. Impone la realtà, anche quando è scomoda, restituendo la complessità e l’eterogeneità di un universo così vasto, come quello delle persone transessuali, e l’eroicità della loro lotta quotidiana.

Crisalidi è anche il ritratto di una città confusa e frammentata che fatica a accogliere i suoi abitanti pur fingendosi moderna e cosmopolita. Ne emerge, disorientante, uno spaccato di vita e di esistenza lontano dai preconcetti di trasgressione, prostituzione e spettacolarizzazione che solitamente i media accompagnano alla realtà transgender.

 

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O sei uomo o sei donna chiaro?

 

 

 

Un film di Enrico Vanni

Prodotto da McKenzie Bros

 

Sinossi: l'esistenza stessa di persone transessuali e transgender mette in crisi uno degli assunti di base della nostra società, secondo la quale i generi sono soltanto due: maschi e femmnine. Ma siamo sicuri di questo?

 

www.doctrans.org

 


13 ottobre 2009

Bocciatura della legge Concia contro l'omofobia

Sit in di protesta spontaneo in piazza duomo e Palazzo Marino

 

Sit in di protesta per la bocciatura del testo della legge contro l'omofobia, presentato dall'onorevole Paola Concia. La commissione giustizia alla Camera aveva stralciato l'identità di genere: l'approvazione del disegno di legge non avrebbe pertanto previsto aggravanti per i reati generati da odio transfobico, non tutelando le persone transessuali e transgender.

 

Da sinistra a destra: Paolo Epis, Daniele Brattoli, Monica Romano ed Ivan Scalfarotto

 

Testimonianze dal sit in:

Intervento di Stefano Aresi, portavoce dell'associazione Milk Milano

Intervento di Monica Romano e Daniele Brattoli

 

 

 


 

Articoli

 

La discriminazione nel mondo del lavoro

Transgender e variabilità di genere

Oppressione e dignità umana. La condizione transgender nel mondo contemporaneo

Dignità umana e rivoluzione culturale

Il triangolo rosa: le persone transessuali nei campi di concentramento nazisti

 


 

 

Il C.I.G. Arcigay Milano compie 25 anni

 

 

 

Giovedì 11 giugno presso il teatro Strehler, in occasione dell'ultima serata dedicata al Festival Mix Milano di Cinema Gay e Lesbico, abbiamo festeggiato i 25 anni del Cig Arcigay Milano.

Ospite della serata una superlativa Loretta Goggi (vedi il video della presentazione della serata).

E' stato emozionante stare tutt* insieme, ricordare e festeggiare.

Un commosso ringraziamento ai ragazzi del C.I.G. Arcigay Milano per questi anni di condivisione e lavoro insieme e per avermi incluso nel bellissimo videoricordo preparato per l'occasione:

 

Le nostre vite

 

 


 

Movimento

 

Le associazioni trans escluse dall'incontro con Fini. Il movimento torna ad essere GLB?

 

 

Mercoledì 13 maggio Arcigay, Famiglie Arcolabaleno, Gay Lib e Agedo, accompagnati dall’onorevole Paola Concia, hanno incontrato l’attuale presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini.
Di seguito riporto la cronaca dell’incontro pubblicata dall’Ufficio Stampa di Arcigay (
http://www.arcigay.it/fini-incontra-associazioni-omosessuali ):
 

“A pochi giorni dalla Giornata Internazionale contro l’omofobia del 17 maggio, si è tenuto oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati l’incontro tra il Presidente Gianfranco Fini e i rappresentanti nazionali di Arcigay, Associazione Lesbica e Gay Italiana, Agedo, Associazione dei Genitori di persone omosessuali, e Famiglie Arcobaleno, associazione delle famiglie omogenitoriali, accompagnati dall’On. Anna Paola Concia.
Le associazioni omosessuali hanno presentato a Fini il report che raccoglie gli episodi di violenza omofobica accaduti in Italia negli ultimi due anni. Si tratta solo degli episodi emersi sulla stampa, perché la maggioranza delle aggressioni non sono denunciate a causa del clima di pregiudizio e paura che le persone LGBT vivono sulla loro pelle in famiglia, a scuola, nei media.
Abbiamo ribadito con forza la necessità di approvare con urgenza la legge per punire i reati di odio omofobico, di cui è relatrice l’on. Concia e che è ferma in discussione proprio alla Commissione Giustizia, per dare alle persone lesbiche, gay e bisessuali italiane una tutela e per proteggere l’incolumità fisica di milioni di persone che ormai hanno paura di continuare a vivere in Italia.
Il Presidente della Camera si è dimostrato attento ad ascoltare la presentazione delle associazioni e i loro bisogni e ha condiviso l’esigenza di trovare una soluzione a questa istanza che mette al centro la dignità della persona umana.
Le associazioni apprezzano questa volontà di confronto da parte della terza carica dello Stato e attendono che finalmente ci possa essere un risultato concreto per la vita delle persone LGBT, delle loro famiglie e dei loro figli, dopo anni di promesse inevase.”


E’ stato desolante venire a conoscenza di un confronto istituzionale politicamente così rilevante il giorno successivo dalle pagine di Repubblica, per caso. Questo dopo anni di lavoro e militanza, di collaborazione e di dichiarata stima reciproca con le soggettività gay e lesbiche, Arcigay in testa.

L’articolo parla di “odio omofobico”, di “Giornata Internazionale contro l’Omofobia”, di tutela per le persone “gay, lesbiche e bisessuali”.
Dell’odio transfobico e delle sue vittime, in allarmante aumento nel nostro paese negli ultimi due anni, non si fa menzione.

Ho consultato il direttivo dell’associazione di cui sono presidente onoraria, La Fenice, che mi ha comunicato di non aver ricevuto alcun avviso relativo all’incontro. Peraltro, dai comunicati stampa letti negli ultimi giorni, deduco (ma sarei ben contenta di sbagliare) che nessun’altra associazione trans è stata invitata a prendervi parte.

La T* è dunque esclusa dal movimento e dai giochi istituzionali?
Torniamo ad essere i parenti poveri, i cugini alla lontana di cui ci si vergogna?
Tornano gli esponenti del movimento gay e lesbico che ritengono politicamente conveniente tralasciare le problematiche legate all’identità di genere di migliaia di persone in questo paese?
Torna il conformismo, la voglia di omologazione, per i quali è più facile farsi “accettare” dal fascista di turno se ci si presenta in giacca e cravatta, come uomini e donne tutto sommato perbene, mendicando considerazione a testa bassa?
E noi, le persone transessuali e transgender italiane, torniamo ad essere gli “impresentabili”?
La T* sarà costretta all’antagonismo rispetto al movimento ufficiale?

Il 17 maggio ho scelto di non prendere parte alla manifestazione che si è tenuta a Milano, perché non mi sento rappresentata da un movimento che in troppe sedi, citando la Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia, ricorda solo la prima.
Eppure è sufficiente visitare il sito dedicato alla giornata, www.idahomophobia.org, per constatare il che il 17 maggio è definito “International Day Against Homophobia and Transphobia”. Quel giorno ho preferito andare a Como alla presentazione dell’ultimo libro di Vladimir Luxuria, disertando sia la manifestazione organizzata a Milano, che la serata di gala per la premiazione di Simona Ventura .

Qualcuno, in risposta all’articolo di Saverio Aversa intitolato: “Transessuali: perché avete dimenticato di parlare di loro? (e comunque… non abbiamo alcun bisogno di qualcuno che parli di o per noi, ci basterebbe essere invitat* nelle sedi di confronto politico), ha ricordato che fu “un” trans a dare inizio ai moti di rivolta di Stonewall il 28 giugno 1969…

Era UNA trans e si chiamava Sylvia Rivera.

Così la ricordava Massimo Consoli:

“Io l'ho conosciuta proprio in quel periodo, nel giugno e luglio 1989, quando mi trovai di nuovo in citta' per partecipare ai festeggiamenti per il ventesimo anniversario dello Stonewall. Ad una riunione dei vari leader sopravvissuti presso il "Gay and Lesbian Communitity Services Center", Ray "Sylvia" Rivera (come mi scrisse su un biglietto) prese la parola aggredendoli per la loro scarsa memoria. «La scintilla della rivoluzione», cito a memoria, «l'abbiamo iniziata noi checche, travestiti e puttane. Dov'e' stavate voi, ch'eravate nascosti allora, e venite a raccogliere gli allori adesso, di una rivolta della quale non avete alcun merito?» “

Questo per ricordare che noi, gli “impresentabili”, facciamo parte del DNA di questo movimento e della sua storia, da Stonewall in poi.

Solo un anno fa, al Pride milanese, dal palco di fine manifestazione, auspicavo che la nostra comunità potesse essere anche T*LGB.
Allora non credevo che si potesse tornare indietro di almeno un decennio in quel processo di reciproco riconoscimento e sostegno fra differenti soggettività che rendeva noi tutt* più forti.
Tempi bui.

Monica Romano

 


 

Pride

 

Il Pride, l'orgoglio e la dignità trans*

 

 

Tre giornate speciali.
 Nel 2008 ho partecipato a tre Pride.
A Milano, la mia città, a Biella e a Bologna. Il 7, il 14 ed il 28 giugno.
Un vero tour de force, ma, come sempre, ne è valsa la pena, perchè si trattava di far sentire forte la voce delle persone transessuali, dei nostri diritti negati, del nostro orgoglio.
Come sempre importanti momenti di rivendicazione, gioia, condivisione.
Tre le istanze fondamentali per le quali abbiamo sfilato: il diritto al lavoro, l'orgoglio transgender e la lotta per la laicità delle istituzioni.
Ora e sempre nello spirito di Stonewall.


 

 

Pride Bologna 2008

 

Bologna Pride 2008

 

 

 

 

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Pride Biella 2008

 

 

 

 

                 

 

Da sinistra a destra: Luigi Scorrano, Katia Sopranzetti, Franco Grillini ( presidente onorario di Arcigay ed ex parlamentare), Antonia Monopoli, Io, Rita De Santis (presidente di Agedo - Associazione Genitori Di Omosessuali), Aurelio Mancuso (presidente nazionale di Arcigay)

 

 

 Io, Vladimir Luxuria ed Antonia Monopoli

 

 

Franco Grillini ed Io

 

 

 

Da sinistra a destra: Antonia Monopoli, Io, Aurelio Mancuso, Rita De Santis

 

 

 

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Pride Milano 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto

 

 

 

 

Il mio intervento pubblico

 

 

 

 

Scrivono di noi

      

 

 


 

Notizie

 

 

 

Francia: la transessualita' non e' piu' una malattia

12 Febbraio 2010. Fonte: La Voce

 

Pubblicato il decreto che esclude la transessualita' dalle malattie psichiche



Parigi - E' la Francia la prima nazione al mondo che considera ufficialmente il transessualismo fuori dalla lista delle affezioni di pertinenza psichiatrica.
A stabilirlo un decreto pubblicato mercoledì da parte del ministero della Sanità di Parigi.
Già in precedenza la decisione era stata annunciata dal responsabile del dicastero Roselyne Bachelot, alla vigilia della giornata mondiale della lotta all'omofobia e alla transfobia, e già in quell'occasione molte personalità del mondo scientifico avevano chiesto all'Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più la transessualità come un disagio psichico.

Il transessualismo compare in due dei maggiori manuali diagnostici internazionali di psichiatria, l'American Psychiatric Association's Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM IV) e l'International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (ICD III).

Jessica Fanelli

 

 

 


www.monicaromano.it

 

 

Creato il 23/12/2007 - Registrato 02/01/2008 - Pubblicato il 04/01/2008

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