La libertà di genere

Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza ponendomi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno. Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convincerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlawhich re come parli, giocare a quei giochi. La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce e sguardo e rivelavano. Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu. Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande.

Nelle risposte può stare il senso della vita.

Dare significato a un’infanzia e un’adolescenza percorse da un profondo senso di solitudine e paura del mondo che ti circonda, significa scegliere se considerarti uno sbaglio, un errore di natura e così vivere il resto della tua vita, o andare oltre trovando il coraggio di analizzare la cultura in cui vivi da un altro punto di vista. E di sognare.

Sogno un mondo nel quale la biologia non rappresenti un destino, dove il sesso della persona sia un dato del tutto irrilevante che non abbia alcun riscontro a livello legale e burocratico, nel quale non conti se siamo “maschi” o “femmine”, ma quali sono le nostre capacità, i nostri valori, attitudini, preferenze, sentimenti, sogni. Le battaglie delle persone transgender hanno portata universale e possono migliorare la vita di tutti, perché le rigide aspettative di genere del nostro sistema culturale sono gabbie che imprigionano tutti.

I spent the greater part of my childhood and adolescence asking myself questions. When you are a child, you don’t feel the need to define yourself. You simply “are,” that is, you exist. And you don’t understand the embarrassment in being around those you love. Finally, the day arrives when someone persuades you there must be something wrong with you. There are forms of physical expression, speaking and playing to which you must adhere. I assumed that my own gender identity was clearly visible and perceived impartially by others. Gendered gestures, spoken words, and facial appearance defined who I was. As you grow up, you become aware that there are BOYS, GIRLS and… yourself. When you realize that your friends and companions are not laughing WITH you, but rather AT you, all the while enduring insults, discomfort and harassment. So you begin to ask yourself questions: in the answers there can be the meaning of one life. 

The attempt to provide an interpretation to the profound sense of isolation and fear which encompasses you, means choose if think of oneself as a “mistake,” a freak of nature for the remainder of your life, or scrutinize the surrounding environment and summon up the courage to interpret the normative culture to which you have been condemned.

I dream a world where biology is not a destiny, where individual sex is irrelevant  in the public sphere, where it doesen’t count if you are “male” or “female”, but what are your talents, your valours, attitudes, preferences, feelings, dreams. The struggles of transgender people have universal significance and can improve the lives of all, because the rigid gender expectations of our cultural system are cages that imprison everyone.

 

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