La mia storia: identità di genere, diritti delle persone transgender e impegno pubblico

Percorso di affermazione di genere identità di genere, diritti delle persone transgender e impegno pubblico
Sono una donna transgender e il mio percorso di affermazione di genere, iniziato oltre venticinque anni fa e conclusosi nel 2006 con il riconoscimento giuridico del mio genere femminile da parte di un tribunale italiano, è una parte importante della mia storia personale.
È un percorso che conosco per esperienza diretta, ma che ho sempre scelto di raccontare con responsabilità, evitando semplificazioni, slogan o approcci ideologici. Per me parlare di identità di genere significa parlare di persone, diritti, dignità e cittadinanza, non di etichette astratte.
- Monica J. Romano: «Volevo solo diventare me» – Io Donna – 14/05/2023
- Omobitransfobia, Monica J.Romano: «Sono transgender e sono felice» – Vanity Fair – 17/05/2023
Prima persona transgender eletta in Consiglio comunale nella storia di Milano
Essere diventata nel 2021 la prima persona transgender eletta in Consiglio comunale nella storia di Milano ha rappresentato la rottura di un vero e proprio soffitto di cristallo e ha contribuito ad ampliare lo spazio del possibile, soprattutto per le giovani generazioni.
- Monica Romano, prima transgender eletta a Milano: «Mi ha chiamato Zan, lotto per le donne uccise dall’odio» – Corriere della Sera – 10/10/2021
- Milano, la prima consigliera transgender Monica Romano: “Dedico vittoria a vittime di odio transfobico” – Fan Page – 15/10/2021
Attivismo per i diritti LGBT e rappresentanza istituzionale
Il mio attivismo per i diritti LGBTQIA+ nasce molto prima del mio ingresso nelle istituzioni e si è evoluto nel tempo insieme alla mia crescita personale e professionale. Oggi considero l’attivismo non come una contrapposizione alla politica, ma come una fonte di conoscenza e responsabilità per costruire politiche pubbliche più giuste e inclusive.
Nel mio ruolo istituzionale ho sempre lavorato affinché i diritti delle persone transgender e LGBTQIA+ fossero affrontati con un approccio serio, pragmatico e non ideologico, capace di tenere insieme:
- tutela delle persone
- ruolo delle istituzioni
- impatto concreto delle decisioni pubbliche
Credo che la rappresentanza transgender nelle istituzioni non sia un fatto simbolico, ma uno strumento per migliorare la qualità della democrazia e delle politiche pubbliche nel loro complesso.
Oltre le etichette: competenze, politica, responsabilità
Oggi rifiuto le etichette riduttive.
Sono prima di tutto una professionista, una dirigente politica, una persona con una solida formazione accademica e un’esperienza istituzionale riconosciuta.
Ho scelto consapevolmente di non rinchiudere il mio impegno politico esclusivamente nei temi identitari, orientando la mia azione su questioni che riguardano tutte le cittadine e tutti i cittadini:
il lavoro, la giustizia sociale, la sicurezza, i servizi pubblici, la mobilità, la sostenibilità.
Il mio percorso dimostra che è possibile tenere insieme identità, diritti civili e responsabilità di governo, senza rinunciare alla complessità e senza cedere alla semplificazione mediatica.
È da questa storia – fatta di radici popolari, studio, responsabilità e servizio pubblico – che nasce il mio impegno politico.
Nota editoriale
Questa pagina è stata scritta per raccontare la mia storia, ma rappresenta anche uno spazio di approfondimento informativo e istituzionale sul tema dell’identità di genere, dei diritti delle persone transgender e del rapporto tra attivismo e istituzioni.