R\BELLE, storie vere di orgoglio e successo al femminile

Sono emozionata nel poter condividere il trailer del documentario di “R\BELLE, storie vere di orgoglio e successo al femminile” della regista milanese Marzia Deh Clerq, nel quale si racconta anche il mio percorso personale, politico (che vanno insieme, perchè “il personale è politico”) e militante.
Sono orgogliosa di essere stata intervistata insieme a donne davvero toste e in gamba, donne che hanno ribaltato e messo in discussione gli stereotipi e le gabbie delle aspettative di genere.

Il corpo è nostro e lo gestiamo noi! Arcilesbica, ProVita e femminismo radicale contro l’autodeterminazione delle persone transgender

Da più parti, e trasversalmente, stanno arrivando attacchi all’#autodeterminazione delle persone #transgender.
In gioco la c’è la libertà di decidere dei nostri corpi (esattamente come fu – ed è – per le donne) che un certo pensiero vorrebbe rimettere in discussione, a partire dalla possibilità di sottoporci a interventi chirurgici e a terapie ormonali.
Penso a un certo integralismo cattolico (ProVita), a parti (minoritarie, per fortuna) del femminismo radicale, e a parti del movimento LGBT che sembrano – in modo preoccupante – convergere sull’idea che a decidere dei nostri corpi non dobbiamo essere noi, ma – tanto per cambiare – altri.
È una battaglia sui nostri corpi e sulle nostre vite quella che dovremo portare avanti negli anni a venire, per il diritto a decidere per noi stess*, contro ogni forma pensiero fascista e sovradeterminante.
Resistiamo!

“R/BELLE” nelle librerie dal 24 maggio

Sono emozionata e molto orgogliosa nel poter annunciare che la mia storia sarà raccontata nel libro – e nel documentario che lo accompagnerà – “R\BELLE, storie vere di orgoglio e successo al femminile”, della regista milanese Marzia Deh Clercq.
Dal 24 maggio nelle librerie: da non perdere!

Ecco le parole con cui Marzia descrive la sua opera:

“Un piccolo compendio di donne pazzesche, belle perché ribelli.
A scrivere le vostre pagine, ragazze, mi sono sentita arricchita di volta in volta, in comunione con le vostre voci, con i vostri occhi, con le vostre vite. Ho avuto paura di non rispecchiarvi al meglio, ma poi mi sono accorta di avere nel profondo un pochino di tutte voi, da conoscere o riconoscere e fare uscire fuori, portando alla luce qualcosa di inaspettato: una nuova me, delle vere voi e, con un po’ di fortuna, delle nuove ribelli come noi.”

NON UNA DI MENO!

Oggi interverrò dal camion del corteo di NON UNA DI MENO a Milano. Ringrazio le organizzatrici per l’invito, sarà un onore e una responsabilità.
Parlerò della violenza che colpisce le donne #transgender in Italia e nel mondo, della costruzione di senso e sostanza attorno al concetto di #intersezionalità, di #femminismo e #cittadinanza al suo interno, perché le donne – tutte! – devono marciare unite e mettere insieme le loro voci.
Dobbiamo costruire ponti solidi fra le nostre storie, differenze e soggettività, perché soltanto unite possiamo decostruire un #patriarcato che genera oppressione e violenza.
#LottoMarzo

Libreria delle donne di Milano: recensione di Gender (R)Evolution a cura di Sara Gandini

Il mio più sentito ringraziamento a Sara Gandini per questo contributo sul mio ultimo libro Gender R- Evolution per Ugo Mursia Editore, pubblicato sul sito della Libreria delle donne di Milano.
Oltre che un grande onore per me, un importante segnale di dialogo fra elaborazione #femminista e #transgender, nell’ottica della (ri)costruzione di quel famoso ponte che da tempo evochiamo e auspichiamo.

Il link alla recensione:

http://www.libreriadelledonne.it/noi-non-performiamo-noi-siamo/

No significa NO

Il fatto che una donna transgender possa dire “no”, no a richieste sessuali, ma anche a frequentazioni, relazioni e appassionate – quanto indesiderate e non richieste! – dichiarazioni d’amore, da parte di uomini ma anche di donne, suscita ancora grande sorpresa e sconcerto.
E, qualche volta, aggressività, rancore, fino allo stalking.
Perché nell’immaginario c’è ancora l’idea – resistente! – che noi saremmo sempre e comunque disponibili e che, anzi, dovremmo esser in qualche modo “grate” a chi ci degna di desiderio.
Mettere in discussione questa rappresentazione svalutante di noi è #femminismo. E lo è anche imparare a difenderci dall’aggressività, sempre più spesso veicolata attraverso i canali virtuali.
Perché no significa NO.

Non una di meno!

Ho avuto il piacere e l’onore di prendere parte al corteo di Non Una Di Meno – Milano.
Il femminismo è tornato nelle piazze, con nostra gioia.
Un femminismo finalmente inclusivo e intersezionale, che rivendica il fatto che quello della diseguaglianza di genere e di tutte quelle ingiustizie che da essa derivano sia un problema (problema che si fa coscienza, che nella protesta diventa, finalmente, istanza!) di tant*, e non solo di poche iniziate.
Perché l’oppressione derivante dalla fallocrazia è trasversale e riguarda tante persone, soggettività, storie.
Il corteo ha reso omaggio alla grande Marcella Di Folco, come potrete vedere nel video, e questo dice moltissimo.

 

#LottoMarzo

 

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Per quanto mi riguarda questa giornata non deve essere di festeggiamenti, ma di lotta. Per questo più tardi scenderò in piazza insieme a tante altre.
Però…
Però oggi ho trovato questo rametto sulla scrivania, da parte di una collega, ed è stato bello e commovente.
Per l’affetto speciale che mi trasmette, che porta in sé anche la volontà di un riconoscimento, da parte sua, del mio essere una donna, e di ciò che a lei e a tutte le altre donne mi unisce.

La mia collega è una ragazza semplice, come ce ne sono tante, eppure ha saputo andare oltre e comprendere.

Ci sono femministe, anche molto conosciute, che in tanti anni non hanno mai saputo comprendere. Puntano il dito verso noi donne transgender, mettono in piedi steccati, perché noi saremmo un nemico espressione del patriarcato. Tentano di escluderci, ignare del fatto che noi, molto spesso, del patriarcato siamo invece le prime vittime, e che insieme si dovrebbe lottare.

Basterebbe mettere da parte idee e teorizzazioni di tanto in tanto, guardarsi in faccia, conoscersi nel quotidiano. Basterebbe ascoltare il cuore, come ha fatto la mia collega.
Ragazze, ci vediamo in piazza più tardi.
#LottoMarzo

Presentazione di “Dio odia le donne” di Giuliana Sgrena

Lunedì 12 settembre 2016 alle ore 21.00, il Circolo UAAR di Milano, in collaborazione con Il Circolo Harvey Milk, presenterà, a Villa Pallavicini in via Meucci 3, il libro “Dio odia le donne” con l’autrice Giuliana Sgrena, saggio che ho appena finito leggere, peraltro su un tema attuale.
Consiglio di partecipare a questa presentazione, io ci sarò.
Il diritto alla piena autodeterminazione delle donne è una conquista da sempre ostacolata dalle religioni monoteiste.
Giuliana Sgrena analizza coraggiosamente scritture e saperi dogmatici, soffermandosi sull’onnipresente misoginia.
C’è anche una parte molto dettagliata e interessante sulle pratiche di infibulazione, ancora oggi purtroppo praticate in molti paesi.

https://www.facebook.com/events/554521074732266/