Un invito prima del silenzio elettorale

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A partire da mezzanotte inizia il silenzio elettorale
Credo di avervi detto tutto ciò che era importante per portarvi a decidere di assegnarmi la vostra preferenza per il Consiglio Comunale di Milano.
Posso quindi chiudere la mia campagna con un umile invito: se potete e ne avete il tempo, cercate di andare oltre la “candidatura della trans”, oltre quel clamore mediatico che resta in superficie.
Valutate i dieci punti del mio programma, soprattutto su tutela del lavoro, donne, prevenzione della misoginia, laicità delle istituzioni, Milano camminabile.
Prendete in considerazione il mio percorso accademico e le competenze in ambito giuslavoristico che ho maturato in 10 anni di lavoro in uno studio professionale.
Valutate il lavoro fatto per più di 15 anni nella comunità LGBT milanese a titolo di volontariato presso il telefono amico, i gruppi di auto aiuto, gli eventi culturali, i documentari che ho contribuito a realizzare, i libri che ho scritto.
Vi ringrazio, se avete letto fin qui, per il vostro tempo e la vostra attenzione.
Buone elezioni, buon voto a voi tutt*!

Come votarmi per il Consiglio Comunale di Milano

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#DatemiLaVoce

SCHEDA AZZURRA

COME VOTARMI: tracciando un segno di voto sul simbolo della lista SinistraxMilano (lista arancione) e scrivendo a fianco ROMANO.

scheda elettorale


QUANDO SI VOTA:
Domenica 5 giugno dalle 7 alle 23.
(solo domenica, elezioni in un unico giorno)

PER COSA SI VOTA
Trovate due schede:
scheda azzurra: per eleggere il Sindaco e i 48 Consiglieri Comunali;
scheda verde: per eleggere il Presidente e i Consiglieri nei Municipi
(i Municipi sono gli organi che hanno sostituito i Consigli di Zona, ognuno vota per il Municipio della propria zona).

DOPPIA PREFERENZA DI GENERE: possibilità di esprimere due voti per i candidati al Consiglio Comunale.
Sotto al nome della lista trovate due spazi vuoti. Servono per scrivere il nome di una donna e di un uomo candidati come consiglieri per quella lista.
E’ possibile tracciare un segno di voto sulla lista SinistraxMilano (lista arancione), scrivere a fianco ROMANO e scrivere sotto il nome di un uomo candidato con la lista SinistraxMilano (a titolo di esempio GIBILLINI, PALADINI, LIMONTA, MAZZEI, DEL CORNO).
Potete anche scrivere un cognome solo. Però se scegliete due donne, o due uomini, viene considerato valido solo il primo cognome. Per esprimere la doppia preferenza di genere i due candidati scelti devono essere di genere diverso (una donna e un uomo)
Per i consiglieri comunali non vale il voto disgiunto: i nomi scritti devono appartenere alla lista che avete votato.
Se scrivete solo i nomi il voto va automaticamente anche alla lista a cui appartengono.
NON potete scegliere il candidato consigliere di una lista e mettere la croce su un’altra lista; né scegliere una candidata di una lista e un candidato di un’altra. Se lo fate il voto viene annullato (come se non aveste votato). Perché il voto sia valido i candidati devono appartenere alla lista che avete scelto.

VOTO DISGIUNTO: possibilità di esprimere due voti, uno per la scelta del candidato sindaco, l’altro per la scelta della lista.
È possibile, a titolo di esempio, tracciare un segno su un candidato sindaco diverso da Sala e tracciare un segno di voto sulla lista SinistraxMilano.
Se mettete la croce solo sul simbolo della lista, il voto va automaticamente anche al candidato Sindaco che la lista appoggia.
Se mettete la croce solo sul nome del Sindaco, il voto va a lui ma non alle liste.
Il voto disgiunto vale solo per il candidato Sindaco; i candidati consiglieri comunali devono essere scelti tra quelli della lista che volete votare.

Le ragioni della mia candidatura per il Consiglio Comunale di Milano: perchè vi chiedo di darmi la voce.

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Dopo più di 15 anni di lavoro e impegno nell’associazionismo e nel movimento LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Intersex) milanese, ho deciso di scendere in campo e formalizzare la mia candidatura come consigliera comunale per la lista “Sinistra x Milano”, che ringrazio per la fiducia e l’inizio di questo percorso insieme.
Diverse sono le ragioni che mi hanno portato a questa importante decisione, prima fra tutte la voglia e l’entusiasmo all’idea di mettermi in gioco su un piano istituzionale.
Per più di 15 anni mi sono relazionata alle istituzioni dall’esterno chiedendo, partecipando a momenti di confronto, dibattendo, informando, sensibilizzando, molto spesso denunciando e protestando. Questo percorso per me continua, con la differenza che questa volta proverò ad entrarci nelle istituzioni. Una differenza non da poco.
Ho scorso con attenzione le candidature di persone LGBT alle amministrative milanesi precedenti di cinque, poi di dieci, poi di quindici anni fa. E poi ancora più indietro.
Ho scoperto così che è dalle amministrative del 1990 che una donna transgender non si candida, e che nessuna è mai entrata in Consiglio Comunale. Questo dato ha certo pesato molto nella mia decisione di scendere in campo e metterci la faccia: perchè rivendicare il godimento di una piena cittadinanza significa anche questo.
Tuttavia non sono soltanto le istanze di dignità e uguaglianza che da sempre motivano il mio impegno sociale a muovermi, ovviamente, perchè non basta essere una persona LGBTI, appartenere a una minoranza, o far parte di un qualsiasi gruppo per dare senso e contenuto ad una candidatura istituzionale.
Ci vuole anche una visione, idee, proposte concrete e attuabili sulla città.
Per questo porterò la mia idea di Milano fra le persone, senza alcun filtro: nei mercati, nelle piazze, davanti alle università, nei luoghi di aggregazione, nelle strade.
Sto presentando il mio programma ai cittadini, un documento politico con le idee mie e delle persone che mi sostengono. Dialogheremo e ci confronteremo con le persone anche per meglio comprendere le esigenze e i bisogni della città.
Tre saranno le parole chiave che daranno corpo alla nostra istanza: lavoro, dignità, uguaglianza. Parole che spesso restano inascoltate quando si tratta non solo di persone LGBTI, ma anche di donne, studenti, lavoratori non tutelati e persone che il lavoro lo hanno perso, anziani, persone diversamente abili, persone sieropositive, migranti.
Amo Milano e vorrei vivere in una città più laica, femminile e a misura di donna, respirabile e camminabile, antifascista, accogliente, colorata, plurale e, soprattutto, davvero dalla parte dei deboli e di chi oggi non ha tutele o ne ha sempre meno, a partire dai lavoratori.
Alcune considerazioni sulla lista di cui faccio parte e sull’imminente scelta di voto che come milanesi ci apprestiamo a compiere.
La lista gode del sostegno del sindaco uscente Giuliano Pisapia e si pone in continuità con il lavoro fatto negli ultimi cinque anni. Sinistra x Milano è una lista plurale che mette insieme mondi ed esperienze diverse: PD, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, sostenitori di Francesca Balzani alle trascorse primarie per la scelta del candidato sindaco.
Ricordo a tutt* che Pisapia vinceva le amministrative 5 anni fa, dopo quasi 20 anni interminabili di sindaci e giunte di destra. Possiamo fare mille considerazioni più o meno critiche sul lavoro delle giunta uscente, ma non possiamo negare che abbia connotato una Milano più attenta ai diritti, alla solidarietà e all’accoglienza, una città che ha fatto del sociale uno dei suoi punti fermi.
La lista sostiene Beppe Sala come candidato sindaco in modo critico e con un sano realismo politico: occorre unire le forze se vogliamo impedire che uno Stefano Parisi che “vanta”, se così si può dire, il sotegno di un Matteo Salvini e della Lega Nord (che a Milano ha governato, non scordiamocelo), vinca le elezioni e riporti la nostra Milano indietro nel tempo. Tempi bui, nei quali la misoginia, il razzismo e la xenofobia, l’omotransfobia (la vergognosa scritta “FAMILY DAY” sul Pirellone, frutto di quella visione politica che Parisi vorrebbe portare al governo della città, ha fatto il giro del mondo), la politica della “pancia”, i fascismi di ieri e di oggi erano al timone della nostra Milano.
La partita elettorale milanese sarà molto dura, e avrà forti ripercussioni sulla politica a livello nazionale.
Occorre mobilitarsi, scendere in campo, battersi perchè Milano continui ad essere nostra.