Il programma per la mia candidatura al Consiglio Comunale di Milano

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Vota e fai votare MONICA ROMANO, esprimerai:

  • 1) Una preferenza per il lavoro

    Le disposizioni legislative degli ultimi 20 anni, non ultimo il Jobs Act del governo di Matteo Renzi, hanno privato il lavoro dipendente di dignità e tutela, smantellando progressivamente le storiche conquiste della legge 20 maggio 1970, n. 300, meglio conosciuta come Statuto dei lavoratori, e precarizzando le nostre esistenze.

    Occorrono misure negli ambiti di competenza comunale che possano almeno in parte sanare questo stato di cose, affinchè la persona in cerca di lavoro si senta realmente e concretamente supportata e non abbandonata dalle istituzioni, a partire dall’erogazione di aiuti economici che vadano ad integrare l’indennità erogata oggi ai disoccupati dall’INPS (NASPI), così da garantire e preservare il potere di acquisto della persona in cerca di lavoro.

    E’ altresì importante garantire l‘assistenza psicologica gratuita e accessibile a tutti per al fine di far fronte al profondo disagio che grava su chi ha perso il lavoro.

    Sul modello torinese dei “Centri Lavoro”, è poi necessario incentivare l’offerta di supporto nella ricerca di lavoro con azioni di accoglienza, informazione, orientamento e accompagnamento al bilancio delle competenze, incontri tematici di gruppo per conoscere il funzionamento del mercato del lavoro, percorsi formativi per l’apprendimento di tecniche di ricerca, formazione per la realizzazione dei curricula e l’utilizzo del web, seminari sulla creazione di impresa e sul lavoro autonomo (nell’ottica del sostegno alle iniziative di startup).

  • 2) Una preferenza per le donne e contro la misoginia di ieri e di oggi, per la piena autodeterminazione, a partire dal corpo e dalla concreta applicazione della legge 194/78 sull’interruzione di gravidanza, oggi troppo spesso non applicata a causa dall’obiezione di coscienza dei medici e della presenza delle associazioni religiose e antiabortiste nei consultori.

    Occorre sostenere e potenziare i consultori laici, pubblici e gratuiti, prevenire la misoginia e la visione squalificante della donna a partire dalla prima infanzia con interventi formativi e informativi nelle scuole comunali; potenziare i nidi pubblici e i servizi di assistenza a persone anziane non autosufficienti, così da restituire alle donne la libertà nella gestione del proprio tempo; promuovere azioni positive per la parità di genere nell’accesso e nel mantenimento del lavoro; finanziare campagne informative per la prevenzione dello stalking, per la denuncia del femminicidio come fenomeno sociale e culturale, e per il contrasto alla mercificazione del corpo delle donne a livello mediatico; continuare il lavoro già intrapreso dall’Assessorato alle Politiche Sociali con la conferma dei finanziamenti ai corsi “Sicurezza in rosa” e allo “Sportello Stalking” in via Tarvisio.

  • 3) Una preferenza per una Milano respirabile e camminabile

    Una Milano ecologica, europea, sempre meno grigia con l’estensione dell’Area C, l’ampliamento e potenziamento delle piste ciclabili e del bike sharing, le agevolazioni per gli abbonati ATM, la metropolitana aperta anche di notte, l’aumento delle metro nelle fasce orarie 7/9 e 17/19, una semaforizazione che agevoli il trasporto pubblico di superficie, la promozione di un piano di investimenti sulla rete ATM di Governo e Regione, l’aumento degli “orti in città”, l’attuazione del principio del “consumo di suolo zero” e di interventi volti alla rigenerazione urbana, la creazione di eco-quartieri, la moltiplicazione e la connessione delle aree verdi, la creazione di aree pedonali.

  • 4) Una preferenza perchè la nostra città continui ad avere una fiscalità equa.

L’ottimo lavoro dell’assessore Francesca Balzani ha portato a Milano ad essere fra le prime città in Italia nella lotta all’evasione fiscale.

La lotta all’evasione e all’elusione fiscale deve partire dal territorio. Alla fine del 2011 quella milanese è stata fra le prime amministrazioni italiane a siglare una convenzione con l’Agenzia delle Entrate e le Fiamme Gialle, che ha reso la collaborazione tra le tre istituzioni più efficace, grazie all’incrocio delle banche dati, a un migliore coordinamento operativo e alla formazione dei funzionari comunali.

Con un tetto di esenzione dall’addizionale comunale all’IRPEF fino alla soglia dei 21000 euro annui, Milano è fra le città italiane con la soglia di esenzione dall’IRPEF più alta.

SinistraxMilano è la lista che rappresenta la continuità con il lavoro dell’amministrazione Pisapia. Esprimere una preferenza per i candidati in questa lista significa anche sostenere la rotta intrapresa su fiscalità e bilancio.

  • 5) Una preferenza per la laicità delle istituzioni e il dialogo fra culture e generazioni

    Un consiglio comunale deve vigilare sulla laicità delle istituzioni, sostenendo il primato della coscienza individuale e della libertà di scelta su ogni morale, ma al tempo stesso essere in grado di garantire il diritto costituzionale alla libertà di culto e il dialogo interreligioso. Occorre una maggiore istituzionalizzazione delle iniziative culturali di associazioni come la “Consulta milanese per la laicità delle istituzioni” e la “Casa del dialogo”.

    La creazione di “oratori laici” caratterizzati da servizi educativi e ricreativi per bambini e ragazzi, ma al tempo stesso da iniziative rivolte agli anziani, favorirebbe il confronto fra generazioni, dando nuova linfa agli spazi civici ricreativi e offrendo ai genitori un’opzione aggiuntiva per la gestione del tempo libero dei figli.

  • 6) Una preferenza per l’accoglienza, con l’istituzione di sportelli per i migranti in ogni zona per l’aiuto nella compilazione e nel disbrigo della pratiche burocratiche con personale multilingue, la creazione di volantini con i recapiti dei centri di accoglienza e dei servizi sul territorio da fornire ai profughi che arrivano da Lampedusa (siriani, eritrei, somali, senza distinzioni), in particolare nel quartiere di Porta Venezia.

    Il riuso di edifici oggi vuoti, come alcune caserme, aiuterebbe a fornire una degna accoglienza provvisoria a chi ne ha bisogno.

  • 7) Un voto per i diritti LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), per una Milano capitale italiana dei diritti civili.

    Occorre istituzionalizzare la lotta al bullismo e all’omotransfobia nelle scuole comunali (ingresso nelle scuole di attività informative), affinchè i suicidi di giovani ragazzi gay, lesbiche e trans smettano di essere la terribile realtà che le cronache degli ultimi anni hanno tristemente documentato.

    Il Comune deve promuovere corsi di formazione dei dipendenti comunali sulle tematiche LGBTI, sugli stereotipi di genere e sulle esigenze delle famiglie arcobaleno rivolti a educatori e maestri di nidi, materne e scuole elementari, ma anche assistenti sociali e ostetriche, estendendo le policy sulla diversity a tutti i suoi dipendenti.

    Occorre promuovere in modo vero e concreto la piena cittadinanza delle persone transessuali e transgender tutelandone il diritto al lavoro, il diritto di voto e quello alla salute. Il primo con la creazione presso il Celav (Centro di mediazione al lavoro) di un servizio dedicato con operatori adeguatamente formati, il secondo con semplici misure che permettano la tutela della privacy e l’esercizio del voto nella fila corrispondente al genere di elezione, l’ultimo, ma certo non meno importante, con l’istituzione di un consultorio pubblico polispecialistico dedicato ai percorsi di transizione sul modello del MIT di Bologna.

    Occorrono con urgenza campagne di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulle quali negli ultimi anni si è troppo abbassata la guardia.

    Milano potrà dirsi capitale italiana dei diritti quando avrà istituito, dopo la Casa dei diritti e la Casa delle donne, una “Casa Arcobaleno” per le associazioni, promosso adeguatamente il turismo LGBTI e finanziato il suo Pride come avviene in tutte le capitali europee.

  • 8) Una preferenza per la casa come diritto.

    Occorrono interventi del Comune nel mercato immobiliare al fine di ristabilire l’equilibro fra i redditi delle famiglie e i canoni d’affitto, con il sostegno al meccanismo del canone concordato e l’incentivazione all’affitto degli alloggi privati sfitti, l’inquadramento dell’abitare pubblico come servizio di welfare che accompagna i cittadini per un periodo limitato e problematico della loro vita, così da permettere a tutti di usufruire delle case popolari, l’aggiornamento dell’anagrafe dell’utenza e del patrimonio per verificare la permanenza dei requisiti per ottenere un alloggio pubblico, lo sviluppo di soluzioni abitative specifiche verso alcune tipologie sociali come gli studenti fuori sede (con residenze universitarie e campus in grado di offrire l’opportunità reale di abitare a Milano senza arricchire il mercato nero degli affitti) e i padri separati.

  • 9) Una preferenza per una Milano pubblica e dalla cultura universalmente accessibile

    Occorre tutelare la gestione pubblica delle aziende comunali partecipate affinchè non vengano vendute e restino in mano pubblica. Lo stesso principio vale per il patrimonio immobiliare e per quello delle case popolari.

    E’ necessario potenziare i corsi civici del Comune di Milano, a partire dall’assunzione di nuovi insegnanti, affinchè le risorse formative siano accessibili a tutti i cittadini (a partire, per fare un esempio, dai corsi di lingua inglese del Comune di Milano, che ogni anno non soddisfano le numerosissime richieste formative) e con l’introduzione di un criterio di assegnazione dei posti disponibili che tenga conto del reddito; finanziare e tutelare le biblioteche civiche sull’intero territorio metropolitano; introdurre nelle biblioteche pubbliche personale multilingue ed esperto in mediazione culturale.

  • 10) Una preferenza per una Milano sicura

    Occorre illuminare i quartieri, curare la riqualificazione dei “parchi ghetto”, proseguire il lavoro fatto dalla Commissione antimafia consiliare, istituzionalizzare e finanziare i corsi di autodifesa femminile, valorizzare il ruolo del “vigile di quartiere”, continuare il lavoro già intrapreso dall’amministrazione con la creazione di punti di videosorveglianza (telecamere, colonnine SOS) collegate con le due Centrali Operative della Polizia locale e con le Forze dell’Ordine.