NON UNA DI MENO!

Oggi interverrò dal camion del corteo di NON UNA DI MENO a Milano. Ringrazio le organizzatrici per l’invito, sarà un onore e una responsabilità.
Parlerò della violenza che colpisce le donne #transgender in Italia e nel mondo, della costruzione di senso e sostanza attorno al concetto di #intersezionalità, di #femminismo e #cittadinanza al suo interno, perché le donne – tutte! – devono marciare unite e mettere insieme le loro voci.
Dobbiamo costruire ponti solidi fra le nostre storie, differenze e soggettività, perché soltanto unite possiamo decostruire un #patriarcato che genera oppressione e violenza.
#LottoMarzo

Sulla diversità – Estratto da Gender (R)Evolution

“Già a quei tempi ero considerata una snob all’interno del gruppo, ovviamente non verso le altre persone trans, ma nei confronti dei «normali». Di questo mi veniva fatta una colpa da qualcuno, perché ero quella che rovinava la festa e il giubilo per la tolleranza che ci veniva concessa, e il mio atteggiamento era da molti considerato, in questo senso, controproducente.
Non che non mi sforzassi di prendere in considerazione gli ammonimenti degli amici che mi raccomandavano di smettere di «fare l’antipatica»: ero diversa, non potevo permettermi di essere anche odiosa.

Sapevo che, con il mio atteggiamento, rischiavo di farmi terra bruciata attorno e di ritrovarmi isolata, e la cosa mi faceva non poca paura. Così provavo con tutte le mie forze a disciplinarmi, ripromettendomi ogni volta di mordermi la lingua, ma finivo col farmi violenza e soffrirne.
Certo, nella ricerca di quella mia personalissima redenzione, c’erano letture che non mi erano affatto di aiuto, ma mai avrei rinunciato a leggere Pier Paolo Pasolini, nemmeno sotto tortura.

«Ebbene: in tal senso io sono come un negro in una società razzista che ha voluto gratificarsi di uno spirito tollerante. Sono, cioè, un “tollerato”. […] La tolleranza, sappilo, è sempre e solo nominale. Non conosco un solo esempio di tolleranza reale. E questo perché una “tolleranza reale” sarebbe una contraddizione in termini. […] fin che il “diverso” vive la sua
“diversità” in silenzio, chiuso nel ghetto mentale che gli viene assegnato, tutto va bene: e tutti si sentono gratificati dalla tolleranza che gli concedono. Ma se appena egli dice una parola sulla sua esperienza di “diverso”, oppure semplicemente, osa pronunciare delle parole “tinte” dal sentimento della sua esperienza di “diverso”, si scatena il linciaggio, come nei più tenebrosi tempi clerico-fascisti.»

Come potevo, avendo queste letture nella borsetta, non ridere in faccia a chi, senza nemmeno rendersene conto, mi palesava la sua presunzione di superiorità?
Gente che, con l’enfasi e il sorriso soddisfatto dello scolaro che aveva fatto i compiti a casa, si autorizzava a dire cose come «Voi trans per me siete esseri umani», o anche «Io non mi vergogno a farmi vedere in giro con te».
Persone che, quando si sentivano rispondere che non avrebbero ricevuto il Nobel per la tolleranza, manifestavano
tutto lo stupore e il disappunto di chi si trovava privato del dovuto ringraziamento; era inevitabile che le parole – e le risate! – uscissero di bocca come l’acqua di un fiume dopo il crollo di una diga.”

Passaggio tratto dal libro Gender R- Evolution di Monica Romano per Ugo Mursia Editore.

Il Progetto Identità di Genere apre ai familiari e agli affetti delle persone transgender e di genere non conforme

Con l’amico Daniele Brattoli, abbiamo avviato il “PROGETTO IDENTITA’ DI GENERE” presso il Circolo Harvey Milk nel 2013 (nella foto, eravamo ad uno dei primi incontri).
Successivamente, in questa avventura della gestione del progetto, si è unita a noi anche la bravissima Laura Caruso.
Stasera – per la prima volta – apriremo il gruppo anche ai familiari e agli affetti delle persone #transgender e di genere non conforme, anche perché l’età delle persone che si rivolgono al progetto – che si basa sul lavoro esclusivo di volontari – è andata gradualmente abbassandosi, e i giovanissimi stanno diventando maggioranza.
Gestire questo workshop sarà un grande piacere, ma anche una responsabilità. Sono felice e soddisfatta, anche se un po’ tesa ed emozionata.

Sabato 25 novembre: presentazione di “Gender (R)Evolution” a Milano

Insieme all’autrice, interverranno:

Porpora Marcasciano

Anita Pirovano

Condurrà:

Irene Facheris

Evento realizzato in collaborazione con la Libreria Antigone di Milano.

«Le battaglie delle persone transgender hanno portata universale e possono migliorare la vita di tutti, perché le rigide aspettative di genere del nostro sistema culturale opprimono ogni essere umano, senza distinzioni.»

Dalla rivolta di Stonewall all’uccisione dell’attivista trans Hande Kader, passando per le battaglie del movimento LGBT italiano, Monica Romano racconta in prima persona la storia di quel lungo percorso di affermazione delle libertà individuali che ha visto protagonista il movimento e la comunità transgender italiana e internazionale. La sua esperienza di attivista e militante si intreccia a quella di alcuni fra i più noti e principali esponenti del movimento.

Un libro di memorie che invita a riflettere e ad affrontare diffidenze e luoghi comuni, ma anche un testo informativo in cui la storia dell’autrice e dei suoi compagni viene contestualizzata e arricchita da numerose schede di approfondimento, utili a chiarire significati e concetti, contro ogni mistificazione e pregiudizio.
Pagina dedicata: Gender R- Evolution

 

Il 7 novembre “My nature” a Milano

Martedì 7 novembre dalle ore 20:45 alle ore 23:45 verrà proiettato il documentario “My Nature”, presso il Plinius Multisala.
Alla fine della proiezione ci sarà un dibattito, coi seguenti relatori:

Nathan Bonnì, presidente del Circolo Culturale TBIGL+ Harvey Milk Milano
Monica Romano, attivista e scrittrice
Marco D’Aloi, avvocato e attivista LGBT

MyNature è la storia di Simone, uomo nato con genitali femminili che affronta un viaggio dentro se stesso per comprendersi, in un percorso di cambiamento di identità di genere che l’ha portato a mettere in discussione la propria vita, più volte.

Intervista a Massimiliano Ferraina

BOOKCITY: LGBT, la rivoluzione pacifica – Sabato 18 novembre

Lgbt, la rivoluzione pacifica

Con Monica Romano e Anton Emilio Krogh

 

La battaglia per i diritti civili di gay, lesbiche, bisessuali e transgender è una delle grandi rivoluzioni culturali degli ultimi decenni. Un incontro per  conoscere la storia e i protagonisti di questa rivoluzione pacifica per affermare il diritto di esprimere la propria identità sessuale, andando oltre la visione rigida e duale dei generi e mettendo in discussione pregiudizi sociali e culturali.

I protagonisti:

Monica Romano ha una lunga militanza iniziata nel 1999 presso l’associazione Arcitrans. Ha fondato l’associazione «La Fenice» – Transessuali & Transgender Milano, di cui è stata presidente fino al marzo del 2009. Laureata in Scienze Politiche, esperta in amministrazione del personale, scrittrice.

Anton Emilio Krogh, avvocato penalista e scrittore. Organizzatore, per passione, di grandi feste-evento a cui accorrono amici da tutto il mondo.

Partiamo! Incontro sulle prossime elezioni regionali in Lombardia

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Sono molto contenta di essere stata invitata, da Anita Pirovano e Chiara Cremonesi, ad intervenire a questo importante appuntamento – svoltosi sabato 28 ottobre  al Teatro Parenti di Milano, per la costruzione di un laboratorio politico di centro sinistra in vista delle elezioni regionali. Un’attesa e necessaria officina di idee e visioni per la sfida di una regione che possa finalmente affrancarsi da decenni di malgoverno delle destre.

Presenti all’evento Giuliano Pisapia e Giorgio Gori.

 

“Le elezioni regionali lombarde che si svolgeranno tra pochi mesi sono di fondamentale importanza.
Riguardano la vita di 10 milioni di persone in una regione complessa dove convivono punte avanzate di modernità con realtà quotidianamente alle prese con la crisi economica e processi estremi di svalorizzazione del lavoro.
Al tempo stesso, sono anche l’occasione per costruire un inedito laboratorio del centro sinistra, capace di essere motore di cambiamento rispetto alle politiche miopi e sbagliate sedimentate in un ventennio di governo delle destre. Azioni rigorose e avanzate per il risanamento e la tutela dell’ambiente, politiche sociali e sanitarie improntate alla equità, promozione dei diritti e della laicità delle istituzioni, risposte concrete alle fragilità e inefficienze del trasporto pubblico, sono solo alcuni dei temi che vediamo al centro di un programma condiviso.

Per conquistare Regione Lombardia alle forze del cambiamento è necessario che nella coalizione sia presente e protagonista una forte, plurale ed ampia componente di sinistra, ambientalista e progressista, che faccia riferimento anche alle importanti esperienze civiche cresciute in questi anni.

Vogliamo una coalizione di centrosinistra capace di farsi carico di una svolta radicale e crediamo, da sinistra, di poter contribuire ad un progetto per la Lombardia che sappia, fin da ora, coinvolgere tante e tanti e costruire un futuro migliore di cui percepiamo ogni giorno la necessità.

Per queste ragioni, ci mettiamo fin da ora in cammino, aperti e interessati a tutti coloro che ne vorranno far parte rendendoci disponibili al necessario lavoro di sintesi che sarà richiesto.

Chi ha proposte le avanzi. La Lombardia non può aspettare.

Vediamoci sabato 28 ottobre alle 1030 al Teatro Parenti in via Pier Lombardo 14 a Milano

Paolo Bodini (Cr), Paolo Branca (Mi), Roberto Cornelli (Mi), Chiara Cremonesi (Mi), Massimo Depaoli (Pv), Marco Fenaroli (Bs), Guido Galardi (Mi), Attilio Galmozzi (Cr), Bruno Magatti (Co), Mirko Mazzali (Mi), Anita Pirovano (Mi), Curzio Rusnati (Mi)Giuliano Soldà (Mb),Alfredo Somoza (Mb), Natascia Tosoni (Mi), Simone Zambelli (Mi)”