Milano Pride 2017

 

 

 

 

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Monica Romano – Milano Pride 2017

Fiera e orgogliosa di aver prestato il mio volto per la campagna del Milano Pride del 2017.
Vedrete tanti altri volti in questa bella campagna, rappresentativi di diverse condizioni, identità, orientamenti e realtà.
Perché le cose possono davvero cambiare solo grazie alla nostra visibilità e alla voglia di metterci la faccia.
Spero con tutto il cuore che l’anno prossimo la comunità #transessuale e #transgender milanese possa esprimere nuovi e giovani volti, e che le nuove leve possano finalmente mandare le attiviste e gli attivisti di sempre in vacanza (ma non in pensione, of course! 😉 )
Ci vediamo al corteo sabato 24 giugno!
#MilanoPride
#DirittiSenzaConfine

No significa NO

Il fatto che una donna transgender possa dire “no”, no a richieste sessuali, ma anche a frequentazioni, relazioni e appassionate – quanto indesiderate e non richieste! – dichiarazioni d’amore, da parte di uomini ma anche di donne, suscita ancora grande sorpresa e sconcerto.
E, qualche volta, aggressività, rancore, fino allo stalking.
Perché nell’immaginario c’è ancora l’idea – resistente! – che noi saremmo sempre e comunque disponibili e che, anzi, dovremmo esser in qualche modo “grate” a chi ci degna di desiderio.
Mettere in discussione questa rappresentazione svalutante di noi è #femminismo. E lo è anche imparare a difenderci dall’aggressività, sempre più spesso veicolata attraverso i canali virtuali.
Perché no significa NO.

Vite diurne oltre la strada

“All’interno del Festival Abbracciamondo 2017, equAnime, una delle cinque associazioni promotrici del Brescia Pride, vi invita all’incontro:
VITE DIURNE OLTRE LA STRADA – INCONTRO CON MONICA ROMANO

L’immaginario collettivo lega al concetto di identità transgender quello della strada, dando vita ad un binomio socialmente e culturalmente diffuso. Questo immaginario ha contribuito alla discriminazione delle persone transgender nel mondo del lavoro e fuori da esso. L’esclusione e la marginalizzazione nel lavoro verranno analizzate alla luce delle tipologie discriminatorie presenti nella letteratura, dimostrando come l’esperienza transgender risulti essere un fattore ancora oggi limitante rispetto al diritto di accesso e di mantenimento del lavoro, poiché è proprio nei contesti lavorativi che si riconosce la maggiore vulnerabilità alle discriminazioni.
L’incontro sarà tenuto dalla Dott.ssa Monica Romano, donna transgender e attivista per i diritti LGBTI.”
#TransRights #TransPride #TransWork
#Lavoro #Transgender #Brescia

Presentazione di “Trans. Storie di ragazze XY” in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia

È con grande piacere che annuncio che oggi – in occasione della Giornata Internazionale con l’omofobia, la bifobia e la transfobia – presenterò il mio libro Trans. Storie di ragazze XY ad un evento organnizzato con il Dipartimento di filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Con me il professor Stefano Simonetta, Sandro Zucchi e Valeria Rosini di UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
Ci vediamo alle 18:30 alla Libreria Colibrì in via del Laghetto (vicino alla Statale).

Ad un anno dalla legge sulle unioni civili, tanta è ancora la strada ancora da fare

A un anno dall’approvazione della legge che – con grande ritardo rispetto al resto d’Europa – ha regolamentato le unioni civili fra persone dello stesso sesso, il bilancio sul fronte del riconoscimento dei diritti LGBT in Italia risulta essere ancora molto carente.

Il 17 maggio ricorrerà la Giornata Internazionale contro omofobia, transfobia e bifobia, e peserà dover ancora una volta denunciare – come avviene da ormai da molti, troppi anni ! – la mancanza di una legge contro l’omotransfobia, in questo nostro paese dove le violenze rivolte a persone gay, lesbiche e transgender sono ancora una realtà attualissima e drammatica.

Amiamo pensare e dire ad alta voce – senza mai stancarci – che la tutela delle minoranze rappresenta la cartina di tornasole della civiltà di una democrazia: l’Italia potrà dirsi un paese civile quando il nostro ordinamento prevederà specifiche tutele per chi oggi è più esposto a discriminazione, odio e violenza.

Monica Romano per “Sinistra x Milano”

L’omoaffettività delle persone transgender

Transgenerità: cultura e autocoscienza
Laboratorio di autocoscienza e pratica politica sulla variabilità di genere e di orientamenti sessuali

Il Circolo TBGL Harvey Milk, nell’ambito del progetto dedicato all’identità di genere avviato nel 2013, è lieto di presentare il suo nuovo laboratorio.

Il primo tema a cui ci dedicheremo sarà quello dell’omoaffettività delle persone transgender: come vivono la loro affettività le donne transgender in una relazione lesbica e gli uomini transgender in una relazione gay? Come si concilia l’essere transgender con l’omosessualità, la bisessualità o la pansessualità?
Appuntamento giovedì 18 maggio alle 21 presso la sede del Guado in via Soperga 36. Ingresso libero.
I responsabili del progetto: Monica Romano Nathan Bonnì Laura Caruso Daniele Brattoli Marco D’Aloi.

Pagina evento: https://www.facebook.com/events/1225006957608377/

 

Presentazione di “Trans. Storie di ragazze XY” a Firenze

Questo sabato sarò nella tanto amata Toscana, a Firenze, per la presentazione del mio memoir Trans. Storie di ragazze XY.
L’evento rientra nella rassegna di appuntamenti culturali in vista del Toscana Pride, che – lasciatemelo dire – ha scelto uno slogan davvero meraviglioso.
Appuntamento quindi sabato con gli amic* di IREOS comunità queer autogestita. Ringrazio Barbara Caponi per l’invito e Roby Guerriero per aver proposto la presentazione del libro.
Pagina evento: https://www.facebook.com/events/1502413783155157/

Evento in Università Statale dedicato all’identità di genere

Venerdì 5 maggio vi aspetto all’Università Statale con la bellissima (e brava) Cristina Bugatty – attrice, conduttrice televisiva e indimenticabile concorrente di Pechino Express – e gli amici di Gay Statale, che ringrazio per il bell’invito e per il loro impegno.
Parleremo di persone transgender nel mondo del lavoro e di variabilità di genere.

 

Adinolfi attacca Alessia Cinquegrana e la dignità delle persone transgender

Riferendosi al matrimonio di Alessia Cinquegrana – donna transgender che nei giorni scorsi ha sposato il suo compagno con una cerimonia pubblica e destinata a passare alla storia per il clamore mediatico che ha suscitato – Mario Adinolfi, sempre in affanno e alla spasmodica ricerca di visibilità, ha dichiarato di “stare” con quei genitori che allontanano i figli transgender dalla famiglia.

Nel leggere di questa dichiarazione, ho certo provato rabbia, collera e indignazione.

Ma, più di tutto, ho provato schifo.

È una parola che non uso mai in relazione a persone, ma questa volta non la risparmio.

Non posso – e non voglio! – fare a meno di pensare a tutte quelle persone trans che oggi non ci sono più perché morte ammazzate, perché suicide, perché isolate, perché colpevolemente dimenticate… e altrettanto colpevolmente abbandonate e lasciate in pericolo.

A quelle cacciate di casa ancora adolescenti, a quelle morte ammazzate e poi ancora straziate persino nella memoria da giornalisti senza alcuna pietà nè rispetto, a quelle suicide.

A quelle che non ce la fanno, perché è ancora molto dura, e perché non tutt* sono così forti.

A quelle conosciute di persona e a quelle mai incontrate ma di cui sono venuta a sapere in anni di militanza. Tante, tante…

Anime, non più persone – ahimè! – che, nella stragrande maggioranza dei casi, avevano una cosa in comune: una famiglia che non è stata in grado di accoglierle, di sostenerle, di proteggerle e comprenderle.

Speculare sulle vite e sui dolori altrui per un mero ritorno di visibilità e per il clamore mediatico, oltre ad essere davvero meschino e imperdonabile, è pericoloso.
È davvero questa la parola di Dio che tanto invocano questi strenui difensori della morale? Una parola che istiga all’odio e divide le famiglie, che isola, che uccide? Esiste ancora il senso del limite e della vergogna?

Qualcuno, nel portarmi il suo punto di vista, mi ha fatto notare che, criticando Adinolfi, noi attivisti LGBT italiani faremmo il suo gioco, perché gli daremmo la visibilità che disperatamente ricerca.

Non sono d’accordo con questa affermazione, per quanto mi piacerebbe: magari Adinolfi vivesse soltanto dell’indignazione delle persone LGBT!
Purtroppo la sua vera forza sta nel sostegno di chi, ormai tacitamente perché oggi non è più politicamente corretto dichiararlo, lo appoggia.
E sono ancora tanti, non illudiamoci troppo del contrario. Il fatto che gli omofobi siano più silenziosi non significa che non esistano più e che non siano maggioranza. Una maggioranza che può sempre risvegliarsi…
Guardiamo indietro, alla nostra Storia: i diritti si conquistano con decenni di battaglie, ma è un attimo retrocedere. Per questo è importante continuare a indignarsi e non abbassare MAI la guardia.

La persecuzione delle persone LGBT in Cecenia

Apprendiamo con sconcerto dell’esistenza di un campo di concentramento per persone LGBT in Cecenia, a breve distanza dai confini europei, e dell’immobilità del Cremlino rispetto a quanto sta avvenendo in quella regione. I media russi di opposizione riferiscono di ragazzi e uomini sequestrati dai corpi paramilitari e sottoposti a sevizie di ogni tipo. L’associazione ILGA-Europe e la russa “Rete LGBT”, che hanno raccolto le testimonianze di trenta evasi, denunciano decine di morti.
Ci uniamo alle associazioni LGBT italiane nel richiedere urgentemente un riscontro alla lettera depositata dall’associazione Certi Diritti e rivolta all’Alto Commissario Federica Mogherini e al ministro Angelino Alfano. Nella lettera sono stati richiesti l’invio di osservatori internazionali nella regione e l’immediata concessione di asilo politico a chi rischia di diventare vittima di una follia che ci riporta alle pagine più cupe della nostra storia. Una storia che ci ha dolorosamente insegnato che le dittature e i totalitarismi iniziano colpendo con ferocia proprio quelle minoranze che non possono difendersi, spesso nell’indifferenza generale.
Antonio Gramsci affermava che “l’indifferenza opera potentemente nella storia”: noi non possiamo e non vogliamo restare indifferenti.

Monica Romano per “Sinistra x Milano”