Libreria delle donne di Milano: recensione di Gender (R)Evolution a cura di Sara Gandini

Il mio più sentito ringraziamento a Sara Gandini per questo contributo sul mio ultimo libro Gender R- Evolution per Ugo Mursia Editore, pubblicato sul sito della Libreria delle donne di Milano.
Oltre che un grande onore per me, un importante segnale di dialogo fra elaborazione #femminista e #transgender, nell’ottica della (ri)costruzione di quel famoso ponte che da tempo evochiamo e auspichiamo.

Il link alla recensione:

http://www.libreriadelledonne.it/noi-non-performiamo-noi-siamo/

Sull’amore: la visione retrospettiva di una (felicemente) single

Che dire di questo anno che mi lascio alle spalle?
Il mio terzo libro pubblicato, la mia casa, nuove e appassionanti prospettive di attivismo…
difficile volere di più.
“E l’amore?”, mi ha chiesto qualcuno.
“Ma l’amore – in qualche modo e forma – arriva e c’è sempre” rispondo, lasciando un po’ di perplessità in chi mi fa l’inevitabile domanda.

Perché essere una #single non significa – necessariamente – essere sola, o non amata.
Anzi – e chiudo il 2017 con una provocazione: ci sono stati anni nei quali avevo dei compagni o compagne “istituzionali” al mio fianco, e altri nei quali ero addirittura convivente, in cui mi sono sentita molto più sola e meno amata che in questo splendido anno che già un po’ mi manca…

Non posso – quindi – che salutare il 2017 con un sentito ringraziamento.

Auguro a tutt* i miei contatti un buon inizio di 2018.
Che il nuovo anno possa portarvi serenità, realizzazione e tutto l’amore che desiderate.

All’amore “invisibile”: il tributo di una scrittrice

C’è stato un tempo in cui navigavo a vista senza sapere se sarei rimasta a galla e riuscita a superare la buriana, anni nei quali non avrei immaginato nemmeno alla lontana di avere una vita, figuriamoci una vita così com’è oggi, ricca di sorrisi, soddisfazioni e persone straordinarie.
Non saprei esattamente chi o cosa ringraziare, ma alzo gli occhi al cielo e sorrido.
Un augurio speciale oggi voglio farlo a chi legge quel che scrivo, a chi mi segue e a chi mi contatta da posti meravigliosi (Sardegna, Sicilia, Puglia, Campania…).
Ancora oggi mi sorprende che esistano persone che spendono il loro tempo per leggere me o per scrivermi, per chiedermi pareri e opinioni, per criticarmi costruttivamente e donarmi elementi che non avevo considerato, per incoraggiarmi a continuare, per manifestarmi affetto e vicinanza pur non avendomi mai incontrato, per farmi sapere che qualcosa che io ho scritto l’hanno vissuta anche loro (e lì il cuore batte forte… è difficile descrivere l’emozione che ti dà qualcuno che si rivive nelle tue parole) o anche solo per raccontarmi e condividermi qualcosa della giornata.
Tutto questo genera dei legami – magari invisibili, non codificati, non canonici – ma per me comunque belli e importanti.
Non saprei esattamente come dirvi grazie per questa forza che mi trasmettete e che dà un’altra (amata) luce alla mie giornate, così ho deciso di farlo con una citazione da un film che amo moltissimo, V per Vendetta:

“[…] spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio, ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.”

Vladimir Luxuria contro Asia Argento: una riflessione su transfobia e misoginia

In merito allo scontro fra #Vladimir Luxuria e #AsiaArgento alla trasmissione “Carta Bianca” su Raitre, vi ripropongo un mio breve articolo uscito ad ottobre – in tempi non sospetti – sul caso #Weinstein, per SinistraxMilano.

“Il caso di Asia Argento ci racconta, ancora una volta, della misoginia che tutte e tutti introiettiamo fin dalla culla.
Nessuno pare salvarsi da questo condizionamento, a partire dalle tante donne, famose e non, che in questi giorni hanno espresso pubblicamente la loro riprovazione nei confronti dell’attrice, divenendo esse stesse agenti che veicolano un sentimento misogino.
Asia Argento sarebbe colpevole di aver assecondato il potente produttore statunitense Weinstein e di aver denunciato troppo tardi le molestie subite – hanno detto e scritto molte – aggiungendo che ad ogni donna nella vita professionale la molestia può capitare e che sarebbe sufficiente dire di no per proteggersi e uscirne “pulite”.
Insomma, ancora una volta si prende di mira il comportamento della vittima e la si colpevolizza, lasciando intatto un sistema patriarcale e maschilista che rende lecito lo scambio fra una prestazione sessuale e un avanzamento di carriera e dividendo le donne fra “brave” e “cattive ragazze”.
Un divide et impera che da sempre ostacola l’affermazione delle donne nel mondo del lavoro come nelle istituzioni e che finisce col penalizzare tutte quante.
Usciremo mai dal circolo vizioso che ci vede troppo spesso schierate le une contro le altre?”

Non condivido la posizione di Vladimir Luxuria e sto con Asia Argento, senza se e senza ma, e contro ogni #misoginia, inclusa quella interiorizzata di molte donne, #cisgender e anche transgender.

Al tempo stesso ritengo che le tante persone, e fra queste anche alcune #femministe, che – attraverso i social – stanno attaccando Vladimir in queste ore non tanto sulle idee che ha espresso, quanto sulla sua condizione di donna #transgender (la loro “posizione” – spacciata come elevato esercizio di pensiero – è, più o meno, la seguente, da me riformulata in parole più semplici, peraltro citando l’amica Laura Caruso, maestra d’ironia:
“Vladimir Luxuria si è espressa così perché non è una VERA donna, perché – gratta gratta – sempre un uomo rimane”) stiano sfruttando il caso mediatico per dare libero sfogo alla loro #transfobia.
Anche questo è molto sbagliato, e anche questa è una forma di #violenza inaccettabile.

Vladimir ha espresso la stessa opinione che moltissime donne cisgender (ahinoi!) hanno espresso in questi mesi, solo che nel suo caso si attacca la sua identità e non le sue idee, e questo anche è aberrante.

Dovremmo tutti imparare a dare maggiore importanza a ciò che viene detto e non a chi lo dice, valutando le idee prima delle persone.

Non-binary ante litteram: un tributo a Leslie Feinberg

“Ancora non potevo immaginare che quello che avevo vissuto, fino a qualche istante prima, come un
personaggio distante e irraggiungibile, avrebbe avuto un ruolo importante nella mia vita, quello di specialissimo traghettatore che mi avrebbe portato per manonel viaggio che va dall’idea che i generi siano soltanto due, a quella – ben più potente, liberatoria e galvanizzante – che quello dei generi sia un arcobaleno fatto di diverse sfumature.”

Estratto dal libro Gender R- Evolution di Monica Romano per Ugo Mursia Editore.
Nella foto, Leslie Feinberg, Kansas City, 1º settembre 1949 – Syracuse, 15 novembre 2014.

#genderevolution

Transgender: le storie degli attivisti e del loro coraggio

“Le ingiustizie accrescevano l’onda della nostra rabbia. Spesso vivevamo un senso di impotenza che ci toglieva il respiro. Le discriminazioni erano troppo forti – ci dicevamo – il sistema troppo più grande e potente del nostro gruppo e di quelle nostre narrazioni. Questa consapevolezza non riusciva però a spegnere la volontà di molti di noi di provare a cambiare le cose, che si faceva bisogno, necessità, urgenza di agire, finendo con l’unirci ancora di più e spingendoci fuori dalle rassicuranti mura dell’associazione: volevamo e dovevamo cambiare le cose.
Dovevamo prendere di petto quell’immaginario che per decenni era stato distorto, trasfigurato e che ogni giorno ci rendeva, in qualche modo, vittime e oggetti senza voce in capitolo.
Dovevamo andare fra le persone e raccontare chi eravamo, senza filtri, paure e distorcimenti, e dovevamo farlo insieme, per guardarci le spalle gli uni con gli altri e perché l’unione faceva la forza.

Avremmo dovuto prevedere che, usciti con circospezione dalla nostra tana, ci saremmo ritrovati istantaneamente sbalzati nell’arena mediatica, e invece fummo colti di sorpresa. Molti di noi avevano vissuto nel mondo più schivo fino a qualche mese prima, e improvvisamente si ritrovavano sotto i riflettori o – com’eravamo solite dire noi ragazze, non senza un pizzico di vanità – «sotto le luci della ribalta».
Ogni settimana qualcuno di noi veniva intervistato per un giornale, partecipava a un programma televisivo, interveniva in radio, partecipava a convegni e momenti informativi aperti alla cittadinanza. […] L’idea che stessimo davvero contribuendo a cambiare le cose ci galvanizzava ed euforizzava: fu uno dei periodi più belli della mia vita, almeno fino ad oggi. All’«euforia di genere», si sommava quella dell’essere protagonisti di un cambiamento culturale.”

Estratto dal libro Gender R- Evolution di Monica Romano, Ugo Mursia Editore, 2017.

#transgender
#genderrevolution

 

L’avventura della transizione: storie di rinascite

“Avevamo vite in continuo movimento di cui parlare fino a tarda notte. Trascorrevamo così ore a disquisire di peli che crescevano, barbe che si formavano, seni che per gli uomini dovevano scomparire e per le donne arrivare, di chirurgia, di organi genitali, di voci che cambiavano; e ancora di istanze presso tribunali, di anestesie, flebo, cicatrici, bruschi risvegli e clamorose rinascite; di insulti subiti in pieno giorno in mezzo alla gente, di quelle risatine che ferivano come coltellate, di botte e inseguimenti, ma anche di eroiche reazioni alla violenza che ci colpiva; e poi ancora di rocamboleschi tentativi di viversi al riparo da sguardi indiscreti e giudicanti, di eroici e incredibili cambi di mise realizzati in pochi minuti nell’abitacolo di un’auto. Tutto era accompagnato da un’immancabile e salvifica autoironia. Nella saletta dove ricevevo le persone nuove, avevo appeso un piccolo cartello: «Non si risponde delle parrucche lasciate incustodite».
Le risate che ci permettevamo erano la nostra più grande forma di libertà.”

Gender: le rivoluzioni di ieri e di oggi

“Una volta giunta al ristorante, Deborah entrò con nonchalance, incedendo sul suo bastone come una strega sulla scopa, con me, immancabile, al suo seguito.
Il proprietario, un uomo sulla sessantina dall’accento pugliese, vedendoci arrivare, tradì preoccupazione e imbarazzo.
– Siamo al completo, signori.
La risposta di Deborah lo terrorizzò:
– Il tavolo da trenta persone alle sue spalle l’ho prenotato io stamattina, c’è anche il mio nome scritto laggiù, lo vede?
“Lambillotte”, confermava quel cartellino gettando nello sconforto chi avrebbe voluto tenerci fuori dalla porta.
– E, buon uomo, io e questa ragazza bellissima siamo due signore, non due signori. Giusto?
Il volto attempato del titolare non riusciva a trovare la giusta espressione mentre il sudore lo tradiva: «Signore?», «Signori?», pareva pensare frenetico e incerto. Peccato che Deborah non fosse certo una donna che si perdeva in convenevoli.
– Facciamo intanto entrare anche tutte le altre… Venite tutte ragazze, c’è posto!
Dopo aver volutamente rinforzato il tono della sua voce grave e potente su quel «tutte!», ridendo furba, lo scansò, conquistando quello spazio con il cenno della mano: potevamo finalmente prendere posto.
Fu così che parrucche di ogni tipo, extension, unghie finte, trucchi correttivi, aloni di barba non perfettamente coperti, voci profonde su tacchi di quindici centimetri, urletti, risate e capelli sbattuti con autoironica sensualità, fecero il loro ingresso nel locale.

Ad accoglierci le facce allibite degli avventori, le mamme che intimavano ai figli di non guardarci mentre noi sorridenti dicevamo «ciao!» sottovoce ai loro pargoletti, i padri che non riuscivano a nascondere il loro turbamento, i camerieri che si avvicinavano al nostro tavolo con la prudenza degli esploratori che attraversano un fiume pieno di coccodrilli.
Ed eccoci lì, noi tutte («tutte!»), a ridere come matte, galvanizzate da quella situazione felliniana e dalla forza che avevamo nell’essere un gruppo, inebriate di libertà e finalmente leggere, una volta gettata la vergogna alle ortiche e scoperto il sottile piacere di andare e scandalizzare.”

Estratto dal libro Gender R- Evolution di Monica Romano per Ugo Mursia Editore.
Nella foto, Deborah Lambillotte (4 marzo 1954 – 28 luglio 2016).

Sabato 25 novembre: presentazione di “Gender (R)Evolution” a Milano

Insieme all’autrice, interverranno:

Porpora Marcasciano

Anita Pirovano

Condurrà:

Irene Facheris

Evento realizzato in collaborazione con la Libreria Antigone di Milano.

«Le battaglie delle persone transgender hanno portata universale e possono migliorare la vita di tutti, perché le rigide aspettative di genere del nostro sistema culturale opprimono ogni essere umano, senza distinzioni.»

Dalla rivolta di Stonewall all’uccisione dell’attivista trans Hande Kader, passando per le battaglie del movimento LGBT italiano, Monica Romano racconta in prima persona la storia di quel lungo percorso di affermazione delle libertà individuali che ha visto protagonista il movimento e la comunità transgender italiana e internazionale. La sua esperienza di attivista e militante si intreccia a quella di alcuni fra i più noti e principali esponenti del movimento.

Un libro di memorie che invita a riflettere e ad affrontare diffidenze e luoghi comuni, ma anche un testo informativo in cui la storia dell’autrice e dei suoi compagni viene contestualizzata e arricchita da numerose schede di approfondimento, utili a chiarire significati e concetti, contro ogni mistificazione e pregiudizio.
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