Monica J. Romano e Daria Colombo presentano i loro libri al Pop di via Tadino

Martedì 26 marzo alle 19 presso il POP di via Tadino 5, Monica Romano e Daria Colombo presenteranno i loro libri Gender (R)Evolution e Alla nostra età, con la nostra bellezza.

Iniziativa promossa da Sinistra x Milano.

Ingresso libero.

 

 

Gender (R)Evolution

«Le battaglie delle persone transgender hanno portata universale e possono migliorare la vita di tutti, perché le rigide aspettative di genere del nostro sistema culturale opprimono ogni essere umano, senza distinzioni.»

Dalla rivolta di Stonewall all’uccisione dell’attivista trans Hande Kader, passando per le battaglie del movimento LGBT italiano, Monica Romano racconta in prima persona la storia di quel lungo percorso di affermazione delle libertà individuali che ha visto protagonisti il movimento e la comunità transgender italiana e internazionale. La sua esperienza di attivista e militante si intreccia a quella di alcuni fra i più noti e principali esponenti del movimento.

Un libro di memorie che invita a riflettere e ad affrontare diffidenze e luoghi comuni, ma anche un testo informativo in cui la storia dell’autrice e dei suoi compagni viene contestualizzata e arricchita da schede di approfondimento, utili a chiarire significati e concetti, contro ogni mistificazione e pregiudizio.

 

Alla nostra età, con la nostra bellezza

 

Anni ’90. Lisa e Alberta si conoscono sui banchi dell’università e nasce una sintonia imprevedibile, per due agli antipodi come loro. Alberta ha vent’anni, è idealista e sicura di sé, prende tutto ciò che vuole. Lisa invece ha il doppio della sua età, è madre di un’adolescente scontrosa e moglie di un uomo anaffettivo, la politica non le è mai interessata. Attorno a loro, però, un pezzo d’Italia sta scendendo in piazza contro il governo della Destra e sembra che tutto possa cambiare. Tra un giorno passato sui libri e un caffè rubato alle rispettive vite, le due donne si ascoltano, si capiscono e crescono. Sono le prime a manifestare, e le prime a essere deluse. Eppure ognuna, a modo suo, continua a lottare.

 

Monica Romano è un’attivista del movimento per i diritti delle persone LGBT. Laureata in Scienze Politiche, ha collaborato con Arcitrans, Crisalide Azione Trans e La Fenice, che ha fondato e presieduto fino al 2009. Esperta di amministrazione del personale, si occupa anche di formazione sul tema della variabilità e non conformità di genere nella società e nel mondo del lavoro. Nel 2016 si è candidata per il Consiglio Comunale di Milano. Con Mursia ha pubblicato Trans. Storie di ragazze XY (2015).

 

Daria Colombo

Scrittrice, art director e giornalista. Laureata in lettere moderne all’Università di Pavia, si è poi specializzata in storia del teatro. Tra il 1975 e il 1980 lavora tra teatro, cinema e televisione. Quindi studia architettura d’interni e scenografia e inizia la carriera di art director. Ha dato vita al movimento dei Girotondi a livello nazionale ed è impegnata in numerose iniziative di solidarietà. È sposata con Roberto Vecchioni con il quale collabora da oltre vent’anni.

Presentazione del libro “Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione”

Sabato 23 marzo 2019 alle 18:30 presso Il Guado – Via Soperga 36

Evento Facebook

Sarà presente l’autrice Monica J. Romano.
Presenta e modera Nathan Bonnì.
Intervengono Rosaria Guacci, Silvia Molè e Laura Caruso.

In una stagione che vede i movimenti LGBT e femministi attraversati e animati da accesi confronti su temi sensibili e divisivi (pensiamo in particolare a GPA, sex working e genitorialità), le persone transgender risultano troppo spesso essere oggetto di (spesso disinformate) discussioni in atto ma (quasi) mai soggetti ascoltati che esprimono e definiscono uno sguardo sul mondo.
Il Circolo culturale Rizzo Lari, da anni promotore a Milano di visioni e comunità sovversive di norme/ teologie e simpaticamente (ma autenticamente) controcorrente, sceglie di ribaltare la prospettiva e di trasformare gli oggetti delle disinformate narrazioni in soggetti narranti, restituendo la parola alle pensatrici e ai pensatori transgender.

Ripartiamo da una delle nostre teoriche, Monica J. Romano, donna transgender e attivista, responsabile del Progetto Identità di Genere e consigliera onoraria dell’associazione e dal suo saggio “Diurna”, pubblicato nel lontano aprile 2008 da un coraggioso piccolo editore milanese.

Nel considerare le cause della marginalizzazione delle persone trans* nella società occidentale, il saggio si sofferma sui temi che seguono, che saranno oggetto della discussione che seguirà la presentazione:

* il fenomeno della discriminazione delle persone transgender nel mondo del lavoro, sia per ciò che concerne la ricerca di un lavoro (la discriminazione all’ingresso del mercato del lavoro), sia per il mantenimento del posto di lavoro (il fenoneno del mobbing);

* il fenomeno della discriminazione presso le agenzie di socializzazione, come la scuola e l’università;

* il distorcimento e l’alterazione della realtà transgender nell’immaginario collettivo ad opera principalmente dei mass media, che per anni hanno promosso un’idea delle persone trans* ad uso e consumo della morbosità di lettori e telespettatori e tralasciato invece, fatte salve rare eccezioni, un’informazione corretta sulle tematiche legate all’identità di genere;

* il binomio “transgender = prostituta” presente nell’immaginario collettivo, le sue origini e le ricadute sulla vita quotidiana delle persone transgender;

* il tema della transfobia e l’elevatissimo tasso di omicidi di persone transgender, soprattutto donne, silenzioso massacro che ogni anno raggiunge numeri impressionanti;

* l’importanza dell’esistenza di associazioni e gruppi transgender dove le persone possano confrontarsi e interagire;

* l’istanza di depsichiatrizzazione della condizione trans*;

* l’elaborazione di una cultura transgender, di nuove visioni e linguaggi, in un’ottica di decostruzione del sistema culturale e di significati binario nel quale siamo immersi;

* la transfobia interiorizzata e la ricerca dell’invisibilità sociale da parte di molte persone transgender;

* l’analisi dell’apporto che ci viene offerto dalla storia e dall’antropologia, di quelle culture anche millenarie che prevedevano generi alternativi al binomio uomo/donna, dell’esistenza quindi di persone e culture “transgender ante litteram”;

* l’elaborazione di un manifesto politico, il “Manifesto per la libertà di genere”, che concludeva il libro auspicando una rivoluzione delle coscienze e, conseguentemente, del sistema sociale e culturale.

8 marzo: presentazione di “Dolore Minimo” di Cristina Vivinetto

Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere il muro del silenzioso tabù culturale. 
La giovane autrice Giovanna Cristina Vivinetto racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di un caso letterario.

Dialoga con l’autrice la scrittrice Monica Romano

Gender (R)Evolution: incontro al liceo classico Berchet di Milano

In data 7 febbraio 2019 Monica J. Romano è stata ospite degli studenti del liceo classico Berchet di Milano per un confronto/ dibattito sui temi affrontati nel suo ultimo libro Gender (R)Evolution per Mursia.

L’incontro è stato molto positivo. Prevalentemente ragazze (un dato che deve farci riflettere), presente un giovane professore di inglese, età dai 14 ai 16/17 anni, molte domande ragionate e interessanti.

Il dialogo con i ragazzi rappresenta una delle sfide più importanti e ambiziose, quella per un futuro senza esclusioni e discriminazioni.

Presentazione della rivista “Leggendaria” (n° 132)

Sabato 2 febbraio alle ore 18:30 presso la Libreria Antigone di Milano presentazione del numero 132 della rivista Leggendaria.Con Giuliana Misserville, curatrice del numero 132 di Leggendaria, dialogheranno Barbara Mapelli e Monica J. Romano.

Barbara Mapelli da tempo si occupa di tematiche legate alle culture e pratiche di genere, in particolare legate al’ambito educativo e sociale. Da alcuni anni si è avvicinata alle realtà lgbtqia poichè ritiene che le riflessioni sulle identità sessuali (anche per rifiutarne la definizione) siano centrali per una trasformazione positiva che coinvolga tutte e tutti. Monica J. Romano, scrittrice e attivista, ha recentemente pubblicato “Gender (R)Evolution“.


Trans/Scritture
Il Tema di questo numero, curato da Giuliana Misserville, è dedicato alle “Trans/Scritture”: come figure, vite concrete e narrate stanno cambiando l’immaginario del nostro presente attraverso la letteratura, il cinema, la Tv e il teatro. Questioni da mettere in agenda non solo per comprendere fenomeni che tuttora in Italia sono generalmente considerati marginali – oltre che fortemente osteggiati – ma anche per riposizionarsi sul fronte delle molte identità in gioco. Al Tema hanno contribuito Lidia Curti, Liana Borghi, Federica Fabbiani, Luisa Ricaldone, Gabriella Musetti, Paola Bono, Serena Guarracino, Monica Luongo e Cristina Giudice. Con un’intervista di Elisa Coco a Porpora Marcasciano.
Leggendaria celebra poi il centesimo anniversario della morte di Rosa Luxemburg e dedica ampio spazio alla figura della pittrice Artemisia Gentileschi. Alcune grandi scrittici (Antonella Anedda, Michela Murgia, Muriel Spark, Ali Smith) vengono messe sotto i riflettori. E poi ci sono le Strenne per gli Under-15, le Letture e le imperdibili Rubriche.
Ma questo è un numero doppio, anzi ben di più, perché alla rivista è allegato un Supplemento di 80 pagine dedicato alla figura e alla scomparsa di Bia Sarasini.






Il femminismo TERF e le “haters” sul web: quando la radicalità diventa violenza

Queste sono le parole con le quali quella che suppongo essere – posso solo supporlo perché il profilo che ha postato il commento è molto probabilmente falso – una (sedicente) femminista mi ha appellato ieri in una discussione pubblica sulla bacheca di un amico:


Assieme a diversi messaggi anonimi, più o meno dello stesso contenuto ma di ben più forte tenore che ho ricevuto nel corso del 2018 e a un hackeraggio del mio sito web (impossibile identificare i responsabili, mi ha detto la mia webmistress Laura Nicolini, che ringrazio… ma in più di dieci anni che sono sul web è la prima volta che mi succede una cosa del genere, peraltro poco dopo la pubblicazione di un articolo sul femminismo trans-escludente #TERF… tutte casualità? Forse sì, forse no), queste parole hanno delineato – a detta di una cara amica che mi aiuta sempre a riflettere in modo più distaccato e meno emozionale – un attacco più o meno sistematico e organizzato, ma certo reiterato, a opera di #haters.

Ora, perché decido di rendere pubblico tutto questo?
Perché con le parole si può fare molto male alle persone, e gli (e le) haters vanno fermati.

Quando dico “fare del male” non penso a me, che da vent’anni ci metto nome, cognome e faccia nella battaglia per i diritti delle persone #transgender e che manco le frotte di bulli – grandi, grossi e cattivi! – da adolescente m’hanno mai abbattuto, figuriamoci quattro #TERF che nemmeno hanno il coraggio di firmarsi e che una risata, un bel giorno, seppellirà… 😉

Mi riferisco a tutte quelle ragazze o donne transgender legittimamente più fragili e meno ciniche/scafandrate della sottoscritta, che nel #femminismopotrebbero – dovrebbero poter! – pensare di trovare una casa.

Credo sia ora di denunciare pubblicamente e a voce alta certe “espressioni” che hanno il solo scopo di umiliare, ferire, intimorire, silenziare, escludere.

Come sempre, una doverosa puntualizzazione: quello a cui io faccio riferimento in questo post non è il femminismo. Queste sono degenerazioni del femminismo veicolate da singole persone, cosa ben diversa.
Certo sarebbe auspicabile, a mio modesto avviso, che il femminismo “ufficiale” prendesse le distanze da queste #haters che minano la possibilità di una dialogo genuino fra soggettività ed esperienze.

Una della battaglie per le quali senz’altro mi spenderò nei prossimi anni, sarà quella dell’inclusione delle donne transgender nel femminismo, come a dire: quando pensate di demolirci offendendoci e denigrandoci, sappiate che ci rendete soltanto più forti e determinate.

Il pensiero transgender riparte dalla sua stessa “presa di parola”: articolo per la rivista Pride

Articolo per la rivista Pride con intervista a Porpora Marcasciano sul seminario “Transiti, tracce e intrecci di rivoluzioni”, tenutosi al MIT di Bologna il 2 dicembre 2017.

Per leggere l’articolo, cliccare sul link sottostante:

“I libri delle donne” di Vera Navarrìa con postfazione a cura di Monica J. Romano

<<Ogni donna che oggi viene pubblicata senza stupore, vince un premio letterario, svetta sulla classifica dei best seller, è recensita con attenzione da un critico mentre cinquant’anni fa sarebbe stata ignorata, ha un debito di riconoscenza verso le femministe e loro case editrici di quegli anni>>

Vera Navarrìa, ricostruendo il fervore culturale nato dalle istanze femministe e il ruolo svolto dalle case editrici che «vivevano per un fine ideale, dare voce alle donne, alla loro differenza, alla loro creatività», fa un quadro dell’editoria femminista europea, si sofferma su quella italiana e svela di avere «appreso con stupore che per alcuni anni il mondo ha conosciuto un circuito editoriale diverso […]che nelle sue spinte più utopiche ambiva a fare da sé, a fare a meno del compromesso con l’editoria “tradizionale”, capitalista, “degli uomini”, […] colpevole di non pubblicare abbastanza autrici e di essere il primo anello di trasmissione di una cultura pensata esclusivamente dagli uomini, dalla quale le donne si sentivano non rappresentate ed escluse».

Di queste case editrici Navarrìa racconta genesi, modo di lavorare, copertine e storie personali di donne certe di avere qualcosa da dire e di poter rivendicare un ruolo rilevante. Tanto da far asserire a Monica J. Romano, nella postfazione, che «ancora oggi, sono le parole di altre donne a mettermi in salvo».

Salotto letterario: Monica J. Romano presenta Gender (R)Evolution, Monte San Savino, 12 gennaio 2019 (Festival dei Diritti)

Sabato 12 gennaio, alle ore 18:00, sarà la scrittrice e attivista del movimento per i diritti LGBT Monica J. Romano, a presentare il suo libro “Gender (R)evolution” edito da Mursia. Dalla rivolta di Stonewall all’uccisione dell’attivista Hande Kader, passando per le battaglie del movimento LGBT italiano, Monica J. Romano racconta in prima persona la storia di quel lungo percorso di affermazione delle libertà individuali che ha visto protagonisti il movimento e la comunità transgender italiana e internazionale. Un libro di memorie che invita a riflettere e ad affrontare diffidenze e luoghi comuni, ma anche un testo informativo utile, nel tema del Festival dei Diritti, a chiarire significati e concetti, contro ogni mistificazione e pregiudizio. L’incontro, che sarà moderato da Veronica Vasarri (Chimera Arcobaleno), si svolgerà presso il Cassero di Monte San Savino sempre con ingresso gratuito.
Informazioni presso Officine della Cultura, via Trasimeno, 16. Tel. 0575 27961 – 338 8431111 – http://www.officinedellacultura.org.

Bambini e minori transgender: la storia di Jazz Jennings

Il mio articolo, dedicato a Jazz Jennings e al tema dei minori transgender, per gli amici di PRIDE (www.prideonline.it), tornati nella versione online (visitate il sito, merita davvero).
Un ringraziamento a Frank Semenzi, Marco Albertini e a tutta la redazione, fra i pochissimi ad avermi concretamente sostenuto negli anni con la promozione dei miei libri, ad maiora!

Per leggere l’articolo, cliccate su questo link: https://www.prideonline.it/2017/10/29/all-that-jazz/