Gestazione per altri

Stasera sarò qui, fra il pubblico.
Pur essendo tendenzialmente favorevole ad una GPA (Gestazione per altri) che sia regolamentata, non mercificata e tutelante della piena autodeterminazione della gestante, voglio poter ascoltare anche chi la pensa diversamente da me con la dovuta attenzione, per costruirmi un’opinione consolidata su un tema che può essere divisivo del movimento LGBTI in futuro.
Non vi nascondo di non condividere alcune posizioni espresse dalle relatrici non solo rispetto alla GPA, ma anche su altri temi.
Tuttavia, ho sempre creduto nel valore del viaggio fra le diverse prospettive come pratica e nel confronto fra visioni di uno stesso tema.
Quindi, ci si vede stasera in Casa dei diritti, per chi ci sarà.

Non una di meno!

Ho avuto il piacere e l’onore di prendere parte al corteo di Non Una Di Meno – Milano.
Il femminismo è tornato nelle piazze, con nostra gioia.
Un femminismo finalmente inclusivo e intersezionale, che rivendica il fatto che quello della diseguaglianza di genere e di tutte quelle ingiustizie che da essa derivano sia un problema (problema che si fa coscienza, che nella protesta diventa, finalmente, istanza!) di tant*, e non solo di poche iniziate.
Perché l’oppressione derivante dalla fallocrazia è trasversale e riguarda tante persone, soggettività, storie.
Il corteo ha reso omaggio alla grande Marcella Di Folco, come potrete vedere nel video, e questo dice moltissimo.

 

#LottoMarzo

 

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Per quanto mi riguarda questa giornata non deve essere di festeggiamenti, ma di lotta. Per questo più tardi scenderò in piazza insieme a tante altre.
Però…
Però oggi ho trovato questo rametto sulla scrivania, da parte di una collega, ed è stato bello e commovente.
Per l’affetto speciale che mi trasmette, che porta in sé anche la volontà di un riconoscimento, da parte sua, del mio essere una donna, e di ciò che a lei e a tutte le altre donne mi unisce.

La mia collega è una ragazza semplice, come ce ne sono tante, eppure ha saputo andare oltre e comprendere.

Ci sono femministe, anche molto conosciute, che in tanti anni non hanno mai saputo comprendere. Puntano il dito verso noi donne transgender, mettono in piedi steccati, perché noi saremmo un nemico espressione del patriarcato. Tentano di escluderci, ignare del fatto che noi, molto spesso, del patriarcato siamo invece le prime vittime, e che insieme si dovrebbe lottare.

Basterebbe mettere da parte idee e teorizzazioni di tanto in tanto, guardarsi in faccia, conoscersi nel quotidiano. Basterebbe ascoltare il cuore, come ha fatto la mia collega.
Ragazze, ci vediamo in piazza più tardi.
#LottoMarzo

Diversity, inclusion e persone LGBT nel mondo del lavoro

Ho presentato l’intervento che segue, disponibile anche in video, presso il Municipio 3 di Milano il 2 marzo 2017, in occasione dell’incontro Donne, genere e lavoro – Istruzioni per l’uso.

Il quadro italiano delle discriminazioni nel lavoro delle persone LGBT non è semplice da definire, prima di tutto perché mancano i numeri: non conosciamo il numero di persone discriminate e, quando una discriminazione avviene, è molto difficile fornirne la prova. Quando parliamo di discriminazioni – in concreto – ci riferiamo al blocco della carriera, al mobbing orizzontale (quello messo in atto dai colleghi) e a quello verticale (quello messo in atto dai colleghi superiori gerarchicamente o dallo stesso datore di lavoro), alle molestie sessuali, all’esito negativo del periodo di prova, al mancato rinnovo del contratto a tempo determinato, fino ad arrivare al licenziamento.

Ricordo che il licenziamento discriminatorio resta vietato nel nostro ordinamento, ma che l’onere della prova è a carico del lavoratore. Il licenziamento dichiarato discriminatorio in giudizio è nullo e comporta il diritto alla reintegra, il pagamento di tutte le retribuzioni perdute e la regolarizzazione previdenziale (e questo indipendentemente dalla dimensione aziendale). In Italia esiste il decreto legislativo 216/2003 che vieta la discriminazione basata sull’orientamento sessuale facendo esplicito riferimento ad essa.

Le discriminazioni si differenziano per intensità a seconda della lettera dell’acronimo LGBT che vanno a colpire.

Ad esempio, spesso sentiamo dire che le lesbiche subiscono una doppia discriminazione, ma io direi che è anche tripla: sono infatti discriminate in quanto lesbiche, in quanto donne e, se lo sono, in quanto mamme. L’attenzione spesso morbosa che una coppia di donne subisce rende difficile il coming out sul posto di lavoro e quella dell’invisibilità diventa spesso una scelta obbligata. La madre sociale, ovvero la madre non biologica nella coppia, da una parte ha poi tutti quegli oneri conseguenti alla genitorialità che possono incidere negativamente sulla sua carriera, ma dall’altra ma non gode delle agevolazioni previste perché non il suo status di genitrice non le viene riconosciuto.

Abbiamo poi le persone transgenere o transgender, che restano le più colpite dalle discriminazioni, a causa di quell’impossibilità di nascondersi che la rivoluzione estetica necessaria e conseguente all’iter di transizione sessuale comporta. Le persone transgenere incontrano barriere all’ingresso del mercato del lavoro, dove vengono scartate ai colloqui di selezione, e mobbing sul posto di lavoro quando iniziano l’iter in azienda. Complessa e non semplice è poi la gestione di rapporti di lavoro autonomo e nello svolgimento di libere professioni, dove è spesso il rapporto con i clienti a presentare criticità.

In questo senso, l’ultima riforma del sistema lavoro chiamata Jobs act non ha migliorato la situazione. Pur avendo portato alcune evoluzioni sul piano della tutela del lavoro, prevedendo, ad esempio, maggiori tutele per la maternità delle lavoratrici autonome e delle iscritte alla Gestione Separata Inps o ampliato la platea dei beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione, questa riforma ha messo in discussione importanti diritti che storicamente si consideravano acquisiti in Italia, legati soprattutto al lavoro a tempo indeterminato in aziende con più di 15 dipendenti e alle tutele previste dallo Statuto dei lavoratori. Il Contratto a Tempo Indeterminato a Tutele Crescenti (CATUC), ha definitivamente sostituito il Contratto a Tempo Indeterminato che conoscevamo da decenni, rendendo di fatto più facile licenziare per un datore di lavoro.

Quindi, se è vero che la tutela dai licenziamenti discriminatori ancora sussiste, è altresì vero che una generale maggiore agibilità ai licenziamenti da parte del datore di lavoro di norma comporta maggiori rischi per quelle categorie più deboli da un punto di vista sociale e culturale, come le donne e le persone LGBT.

Venendo alla domanda che ha aperto questo nostro evento –  Cosa può fare un’amministrazione cittadina per fronteggiare le discriminazioni? – come potremmo quindi rispondere?

Senz’altro che un’amministrazione cittadina può fare moltissimo. Ad esempio promuovere una diversa cultura aziendale e organizzativa, formando imprenditori e manager aziendali, promuovendo l’idea che il diversity management non il è fumo negli occhi – come molti imprenditori ancora pensano –  ma una politica di gestione del personale che può incrementare la produttività di un’azienda.

Dovremmo seguire l’esempio di città come Londra, Berlino o Barcellona, che hanno politiche di diversity & inclusion molto sviluppate: occorre far sì la giustizia organizzativa divenga strategia organizzativa.

Non si tratta solo di insegnare che discriminare è sbagliato, o che non discriminare ci rende più buoni e politicamente corretti, ma anche che scegliere l’inclusione è vantaggioso in termini strategici e di competitività per un’impresa. Si tratta di spiegare che il pregiudizio in funzione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere delle persone può essere un ostacolo al reclutamento e alla promozione del candidato più qualificato per un lavoro e dei migliori talenti che il mercato offre, eccellenze incluse.

Creare un ambiente di lavoro sereno e adatto a qualunque persona risulta vincente per tutti, anche per i collaboratori maschi, bianchi ed eterosessuali. L’assenza di discriminazioni è produttiva.

Mettere l’etica è al centro è insomma più intelligente, oltre che giusto.

Queste sarebbero delle ottime premesse per far sì che, un domani, qui a Milano, si potrà essere persone gay, lesbiche e transgender dichiarate e ambire a fare carriera anche fino ai massimi vertici. Questa potrebbe essere una grande sfida per la nostra città.

In memoria di Alessandro Rizzo

In uscita l’ultimo numero de Il Simposio, la rivista di cultura LGBT per cui io e tanti altr* autori abbiamo il piacere e l’onore di scrivere, curata da Danilo Ruocco.
Questo numero è dedicato alla memoria di Alessandro Rizzo, amico, attivista, giornalista, amante dell’arte e della cultura, vicepresidente del Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano, scomparso lo scorso gennaio.
Il numero raccoglie tutti i nostri contributi dedicati a lui e in suo ricordo.

http://www.ilsimposio.tk/ciao-alessandro.html

Donne, genere e lavoro. Istruzioni per l’uso

Giovedì 2 marzo parteciperò alla tavola rotonda “Donne, genere e lavoro. Istruzioni per l’uso” presso il Municipio 3 di Milano.
Sarà l’occasione per parlare delle discriminazioni legate al genere e di quelle buone pratiche che un’amministrazione comunale può adottare per contribuire a sanare l’attuale situazione di disparità fra i generi nel mondo del lavoro, oltre che di coming out, inclusione e diversity management in relazione alle persone LGBT e a quelle difficoltà che si legano soprattutto alla nostra visibilità sul posto di lavoro.
Ringrazio per l’invito Valeria Borghese e Cristina Spoldi, presidente e vicepresidente della commissione attività produttive.
Link all’evento: https://www.facebook.com/events/1223620291091708/

In memoria di Hande, icona dei diritti contro Erdogan. La transfobia nella società contemporanea.

Venerdì 18 novembre alle 16:30 sarò all’Università Bicocca per parlare di #transfobia, in occasione dell’imminente Transgender Day of Remembrance (20 novembre).
Voglio ringraziare Alberto Cassella e il collettivo universitario B.Rain (Bicocca Rainbow) per il bell’invito.
Il seminario si aprirà con la memoria dell’attivista Hande Kader, donna transgender, attivista LGBTI e icona dei diritti civili che si batteva contro il regime di Erdogan in Turchia, trovata morta carbonizzata ad Istanbul lo scorso agosto.
Affronteremo i temi della transfobia nella società occidentale contemporanea, dei diritti civili negati alle persone transessuali e transgender e di quelle buone pratiche e politiche sociali che possono favorire l’esercizio di una piena cittadinanza.
Pagina evento: https://www.facebook.com/events/748002818696111/

Presentazione di “Trans. Storie di ragazze XY” a Bookcity

Sarà presente l’autrice Monica Romano.
Modererà l’incontro Daniele Brattoli, educatore e attivista.
“Trans. Storie di ragazze XY”, edito da Ugo Mursia Editore, è un romanzo di ispirazione autobiografica di Monica Romano, donna transgender che da anni lavora in associazioni impegnate nella tutela delle persone trans in Italia, e già autrice del saggio “Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione”.
Il romanzo comincia in piena notte con una telefonata fra Ilenia, la protagonista, e l’amica Sofia, che la informa della morte di Brenda Mendes Paes, la trans brasiliana coinvolta nello scandalo che nell’ottobre del 2009 portò alle dimissioni di Piero Marrazzo, allora presidente della regione Lazio.
Alla fine della conversazione, con ancora impressa la rappresentazione che i mass media offrirono di Brenda dopo la sua morte, ci ritroviamo nel 1986, anno in cui la protagonista si sente rivolgere per la prima volta una domanda foriera di un destino: «Sei maschio o femmina?».
La ricerca di una risposta la accompagnerà lungo tutto il suo cammino attraverso l’adolescenza e verso l’età adulta. Un viaggio incidentato e messo a rischio da bullismo, discriminazione, violenze fisiche e verbali, che porterà Ilenia a realizzarsi con una laurea, un buon lavoro e un amore inaspettato, quello per una donna.
“Trans. Storie di ragazze XY” offre uno spaccato delle vite di giovani donne transgender, definite, con una punta d’ironia, “Ragazze XY”, dove XY indica la coppia di cromosomi che caratterizza i maschi nei mammiferi, e della loro battaglia quotidiana per una vita lontana dallo stereotipo che associa la condizione trans alla prostituzione, relegandola in una dimensione notturna e clandestina.

Giornata internazionale della memoria transgender a Milano

Il Transgender Day of Remembrance (Giornata della Memoria Transgender) o TDOR ricorre il 20 novembre di ogni anno per ricordare e commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio transfobico.
L’evento venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo (per maggiori informazioni potete visitare il sito dedicato alla giornata: http://tdor.info/).
A Milano, presso la Casa dei Diritti, in occasione del diciottesimo TDOR, il Circolo culturale TBGL Harvey Milk organizzerà un dibattito sul tema della transfobia, al quale seguirà un candlelight in ricordo delle vittime, venerdì 18 novembre alle 21.

Voglio ringraziare Massimo d’Aquino, uomo transgender, scrittore e attivista.
Massimo sarà relatore all’evento che, come Circolo Harvey Milk, organizzeremo in occasione del Transgender Day Of Remembrance (Giornata internazionale della memoria trasngender), venerdì 18 novembre alle 21 alla Casa dei diritti di Milano.
Insieme a noi anche Martina Manfrin, giornalista, che ci parlerà del suicidio di Melanie, donna transgender che si è tolta la vita lo scorso luglio nel carcere Sollicciano di Firenze.
Vi aspettiamo numerose e numerosi per ricordare e commemorare le vittime.
Aiutateci a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a questo silenzioso massacro, affinché le conseguenze dell’odio transfobico escano finalmente dall’ombra e dalla clandestinità in cui per decenni sono state relegate, e trovino spazio nel pubblico dibattito.
Pagina evento: https://www.facebook.com/events/1138086732934046/